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Europa League: Harakiri Roma, Respira De Boer. Viola ok, il Sassuolo si accontenta

europa leagueROMA –  Ventaglio di emozioni per le italiane in Europa League: dalla rabbia romanista, alla serenità con cui il Sassuolo gira l’Europa, per concludere con le vittorie dal muso lungo di Inter e Fiorentina. Eccola, la terza giornata di Europa League: tutte (l’Inter, in verità, è appesa ad un filo) ancora in corsa per un posto alla seconda fase, ora inizia il girone di ritorno; sbagliare non è più possibile, basta poco è finisce la corsa. Vediamo com’è andata nel nostro riassunto.

Europa League: INTER-SOUTHAMPTON=1-0

Vincere e rimanere comunque ultimi. Sa di beffa la serata europea dell’Inter, ma questa è proprio la perfetta radiografia del momento attraversato dai milanesi. Ancora scossi dal caso-Icardi (totalmente ignorato dalla curva), De Boer (osservato speciale, gira il nome di Capello, ndr) mette in cascina tre punti preziosi che bisognerà capire come utilizzare: se rappresentano la base su cui ricominciare, ben vengano, che la vetta dista solo tre lunghezze e le gare da giocare sono tre (anche se due in trasferta). Se saranno l’ennesimo fuoco di paglia della stagione nerazzurra, allora ci sarà da preoccuparsi, perché la qualificazione è pur sempre affare complicato.

Intanto è Candreva a pagare per tutti il brodino caldo dell’uno a zero; suo il bel gol che ha regolato gli animosi inglesi. Guadagna la pagnotta anche Handanovic, che dopo il comico autogol di domenica scorsa, fremeva per offrire una prestazione di livello. Ci è riuscito, De Boer è salvo. Mangerà il panettone? Forse è ancora troppo presto per sbilanciarsi…

Europa League: SLOVAN LIBEREC-FIORENTINA=1-3

L’Europa sorride a Paulo Sousa e alla sua brigata. Quello che fa in Europa League, l’undici viola non riesce a riproporlo in campionato. Media da finalista in Europa, poco più che da neopromossa in serie A. Sousa, sornione, sa che la pazienza dei Della Valle è a termine, così come quella dei tifosi viola: brutto partire con chiare ambizioni, per poi rimodularle, e al ribasso, durante il percorso.

Il tecnico portoghese parla di “squadra non ancora guarita”, ma la pillola va giù se ci pensa Kalinic. Oggi doppietta per l’attaccante croato (terza rete di Babacar), apparso più sereno e più partecipe della manovra. Ma non tutto è oro quel che luccica: il quarto d’ora che ha ridato fiato ai cechi (gol della bandiera più un paio di altre chiare occasioni) è il volto oscuro della Viola di quest’anno, che anche oggi ha rischiato di rovinare tutto. Sousa ha da lavorare ancora molto: lo sa lui, lo sanno in società, lo sa la tifoseria. Soluzione definitiva cercansi.

Europa League: RAPID VIENNA-SASSUOLO=1-1

Non è poi cos’ male quest’Europa. Devono averlo pensato i tifosi neroverdi al seguito: passare in dieci anni dalla Spal al Rapid Vienna, dal “Paolo Mazza” al modernissimo “Allianz Stadion”, casa del Rapid, qualche effetto deve pur farlo. Stare poi li in classifica a giocarsela con austriaci, beigi e spagnoli che nemmeno una barzelletta, da sempre più spessore alle vicende di questo club, che di provinciale ha forse solamente il nome. Di Francesco, allenatore col pelo sullo stomaco, sale in Austria per giocarsela a viso aperto e, se possibile, tornare con punti in tasca. Se ne riporta uno, frutto di un autogol che sa di comica, a venti dalla fine. Missione compiuta, squadra in corsa, giocatori recuperati (Matri su tutti). Per Squinzi & Co periodo dolce quasi come la Sacher torte.

Europa League: ROMA-AUSTRIA VIENNA=3-3

Buttare tutto in pochissimi minuti. No, non è l’invito di qualche municipalizzata a disfarsi delle proprie cose vecchie, né tantomeno la promessa di uno svuotatore di cantine. È l’ennesima, impietosa analisi di una partita della Roma. Difficile scrivere diversamente dopo aver visto quanto di scena all’Olimpico. E si che s’era anche riaffacciato il Faraone, quell’El Shaarawy autore di una doppietta che non è bastata ad avere ragione dell’Austria Vienna, vera antagonista dei giallorossi in ottica qualificazione.

A otto dalla fine, la Roma era avanti tre a uno (Florenzi completava l’elenco dei bomber di serata), e difficilmente ci si poteva auspicare un finale così amaro. Nei minuti restanti dell’incontro, caparbietà austriaca e scelleratezza romana formano un mix micidiale per Spalletti e soci. Qualificazione ancora tutta da conquistare, convinzione nei propri mezzi ancora tutta da costruire.