Il fare arte diventa fare scuola

I liceo Kennedy e Labriola presentano la mostra Tracce di Lanfranco Antonini

img_25513333 ROMA – “Io non faccio, ma estraggo. Il vedere evoca e apre la mente”. Con queste parole esordisce il maestro Lanfranco Antonini, medico e artista di professione, che nella mattinata del 20 ottobre ha debuttato con la sua nuova mostra “Tracce.”

La mostra si è tenuta presso il liceo scientifico statale JF Kennedy che insieme al liceo Labriola di Ostia ha posto ai presenti un quesito molto importante: si può far arte nelle scuole?

Lucia Arezzo, la direttrice di Scuole di Roma, ha preso la parola per prima, introducendo l’iniziativa proposta dai due licei: sottolineare l’importanza dell’arte come incentivo, come forma di sviluppo culturale e sociale.

Il preside Ottavio Fattorini del liceo scientifico di Ostia, si è mostrato entusiasta di questo progetto:

“E’ un tandem creativo, che ci aiuta a migliorare il nostro sguardo sulle cose. I ragazzi devono acquisire sempre più competenze differenti; noi ( la scuola) dobbiamo trovare sempre più nuovi pretesti per creare un legame tra gli studenti e le varie forme d’arte. Quando ho intercettato le opere di Antonini, un artista che estrae dal quotidiano, ho pensato proprio a questa domanda: quanta arte si può estrarre da un muro scolastico?”.

Subito dopo è intervenuto l’assessore della scuola del I municipio di Roma, Giovanni Figà Talamanca:

“Felice di aver scoperto questo nuovo modo di fare arte. Bisogna risistemare i muri delle nostre scuole che purtroppo la maggior parte delle volte troviamo in pessime condizioni; far quindi diventare i disastri in arte e sicuramente è un occasione di incontro tra queste due molto importante. Dobbiamo lanciare una vera e proprio sfida alle scuole di oggi e cioè quella di migliorarsi con l’arte, che altro non è che il modo più puro, e la purezza nasce proprio dalle cose quotidiane”.

L’assessore si è poi soffermato ad elogiare lo straordinario recupero dell’edificio Tavani Arquati, sede succursale del liceo Kennedy, dove si è tenuta oggi la mostra del maestro Antonini. Questa struttura infatti venne ricostruita interamente a spese dei genitori degli alunni che nel corso degli anni hanno messo in gioco anche molta buona volontà e dedizione.

A sostenere il discorso dell’assessore è intervenuto Mirko Pierri, uno street artist facente parte dell’associazione artisti indipendenti: “Si tratta di una piccola denuncia, un modo per sottolineare il problema che c’è nelle nostre scuole e che deve essere visto”.

Ma un aspetto molto importante e che non deve essere sottovalutato è il grande lavoro di mediazione che ci può essere tra culture e paesi differenti che può nascere proprio facendo arte. Pierri ha inoltre sottolineato come i suoi progetti abbiano coinvolto differenti scuole che si sono adoperate per effettuare interventi permanenti: “Siamo intervenuti direttamente nelle scuole ed è stato molto bello vedere come i ragazzi, aiutati da artisti professionisti, si davano da fare e come erano entusiasti di migliorare la propria scuola. E’ stato molte volte anche un modo per far conoscere loro nuovi monumenti o reperti storici della loro stessa città, molte volte sconosciuti, che adesso risplendono sui muri di moltissime scuole”. Come esempio ha riportato il grandissimo lavoro svolto dagli alunni del liceo Ettore Majorana che ha visto la partecipazione di 35 studenti e 5 volontari esterni del quartiere.

“I ragazzi mi dicevano ‘Adesso la scuola è più nuova, è più nostra’. Naturalmente però prima di cominciare ad imbrattare i muri ci vuole un senso di progettualità non indifferente. Ecco perché percorriamo un vero e proprio tour nei quartieri, scopriamo la loro storia e la insegniamo ai ragazzi; ci vuole quindi un minimo di presentazione teorica”.

” Io sono colui che estrae non che fa. L’allievo crea, condizionato dall’imponenza della natura. Ogni cosa ha diverse sfaccettature, a seconda dell’inquadratura che si sceglie. Bisogna quindi guardare, guardare e guardare ancora”.

Il maestro Lanfranco Antonini nel suo breve discorso, ha raccontato come si è avvicinato all’arte, come ha imparato nel corso degli anni ad osservare con maggiore attenzione le cose che lo circondano. Non è mai troppo tardi per avvicinarsi al magico mondo dell’arte; Antonini infatti da medico è diventato anche artista perché si è innamorato delle mille sfaccettature della realtà che colorano e rendono la vita sicuramente più piacevole.

Paolo Masini del Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e turismo) ha dichiarato come questa interazione tra arte e istruzione possa  “rendere la scuola un luogo giusto, intelligente” in quanto “le scuole sono il luogo dove è presente lo stato e perciò devono essere aperte ventiquattro ore su ventiquattro. I ragazzi devono osare, cambiare le cose che non vanno. L’arte è uno strumento incredibile che fa vedere tutto in modo diverso”.

Fra gli ospiti l’ultimo intervento è toccato a Raffaele Apuzzo, artista di effetti speciali, vincitore del David di Donatello per il film su Nassiriya e collaboratore nel film ‘Jobs’. Queste le sue parole: “La mediazione digitale è molto importante per quanto riguarda la trasformazione dell’immagine, ci aiuta a comprendere tutte le difficoltà e le diverse sfaccettature. Dovremmo coinvolgere molti più giovani in questo tipo di realtà, è ormai necessario ampliare una formazione di questo tipo”.

La mattinata si è conclusa con un intervento della preside del liceo scientifico JF Kennedy, Lidia Cangemi, in cui ha ringraziato gli ospiti e tutti coloro che erano presenti, ribadendo i concetti fondamentali espressi nei discorsi precedenti. “Un ringraziamento particolare va ai ragazzi della radio, i ragazzi di voicebookradio, che hanno saputo fare della loro passione un arte e che sono venuti qui stamattina per pubblicizzare questa nostra nuova iniziativa”.

di Giulia Maurizi – Voicebookradio