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SERIE A: Juve nel mirino. Napoli ok. Inter sempre più giù

serie aROMA –  È scattata ufficialmente l’operazione rincorsa. No, non è l’invito di un centro commerciale, solamente la trama del film chiamato campionato. Attori principali: la Juventus, nella parte dello sfuggente, bello e maledetto, il Milan e la Roma, in quello delle due contendenti pronte a combattersi per avvicinarlo, salvo poi sedurlo ed abbandonarlo sul più bello.

Finale scontato? Così non può dirsi, anche perché altri protagonisti sono sempre pronti ad apparire sullo schermo, Napoli in primis.

Oltre al genere avventura, vende bene anche l’horror d’autore, prevalentemente a tinte nerazzurre: ennesimo passo falso dell’Inter che cade a Bergamo (2-1) contro l’Atalanta dell’ex Gasperini, sempre vittorioso quando vede i milanesi. Caliamoci nella giornata con il nostro riassunto.

SERIE A: OGNI COSA È ILLUMINATA

 Luci a San Siro; canta il Milan, urla di gioia Galliani: al decimo tentativo la Juventus è battuta, e ora il distacco è ridotto a soli due punti. Scontro diretto, crocevia del campionato, test fondamentale: in settimana le definizioni per la partitona si sono sprecate ma, come spesso succede, la montagna ha partorito un topolino.

O meglio: gara bruttina, figlia della paura di non perdere punti e terreno, vinta dal Milan non senza le recriminazioni juventine. Tutto il mondo ormai sa che il tracciante di Pjanic era regolare, e che ne sarebbe scaturita una partita diversa. Ma tant’è: Rocchi e il suo protagonismo spesso danni li han fatti, ora è il turno dei bianconeri farci i conti.

Il “green Milan” a firma Montella, intanto, va: Locatelli e il suo gol spettacolare, insieme alla classe di Donnarumma, sono la migliore soddisfazione per il tecnico napoletano.

SERIE A: C’È ANCHE LA ROMA

Il Palermo di queste ultime stagioni appare sempre più oggetto lontano dal concetto di squadra e di calcio, non sorprende dunque la sconfitta in casa Roma: la strada imboccata dai siciliani non promette nulla di buono. La Roma c’è, si diceva. Salah, Paredes, Dzeko ed El Shaarawy sbaragliano la strada dalle barricate rosanero e “obbligano” la Roma ad inseguire la Juventus.

Spalletti ha un compito difficile, a fronte di uno assai più semplice: se anche stasera la squadra ha dimostrato di potersi muovere da sola, il lavoro che aspetta il toscano consiste nel dare mentalità e continuità di rendimento ai suoi. In Europa e in Italia deve esserci una sola Roma, al netto degli interpreti. Solo così si rende completo il percorso di crescita e credibili i propri obiettivi.

SERIE A: FISCHI E RISCHI

Non sa più a quale santo raccomandarsi, il tifoso interista. In Europa è un pianto, in Italia la classifica neanche a guardarla, con soli undici punti e un’imbarazzante presenza nei bassifondi della parte destra della stessa.

De Boer ora rischia davvero tantissimo: già sono partite le scommesse su quanti giorni ancora resterà tecnico nerazzurro. Ci si assesta ad una media di tre, quattro, con i bene informati che danno per già contattati Capello, Leonardo e Bielsa (Lotito trema). Oggi l’ultima soddisfazione l’Inter la regala al suo (maltrattato) ex Gasperini, scaricato dopo quattro giornate cinque anni orsono. In settimana l’ex patron Moratti aveva definito la situazione dell’Inter “pura confusione”: al peggio, però, non c’è mai fine.

SERIE A: RINCORSE E PUNTI PERSI

Si ritrova (e ci mancherebbe) il Napoli a Crotone, che finalmente apre le porte del suo stadio alla serie A. Dopo la dolorosa sconfitta in Champions, Sarri e i suoi passano in Calabria, tre punti col minimo sforzo (anche qualche patema) e un nuovo capitolo della saga “The Gabbiadini Show”: stavolta il Manolo nazionale viene espulso, colpo basso alla sua già tormentata stagione. Chi invece, incurante dei fischi che lo sommergono al solo tocco di palla poiché tacciato di alto tradimento, si carica sulle spalle la sua squadra, è Ciro Immobile, in goal (e che goal).

La sua Lazio va sotto contro il Toro di Mihajlovic, lui prima pareggia, poi propizia la prima rete in A dell’esordiente Murgia, che vale il sorpasso. Tutto sprecato dal (generoso) rigore che il granata Ljajic realizza al 93’. Ancora due punti persi per Inzaghino, dopo quelli lasciati a Donadoni sette giorni fa.

SERIE A: IL RESTO DELLA GIORNATA

In anticipo al sabato e sotto la pioggia (che novità), il derby della Lanterna va alla Sampdoria, che ringrazia il “pasticciaccio brutto” Perin-Izzo per l’autogol dell’anno. Festival del goal tra Cagliari e Fiorentina, con la quinta marcatura consecutiva del croato Kalinic dopo gli eurogoal.

Il Bologna impatta col Sassuolo, per nulla distratto dalle fatiche europee, mentre Del Neri festeggia, battendo il Pescara, il suo primo successo sulla panchina dell’Udinese. Solo zero a zero tra Empoli e Chievo: l’umanità sopravviverà.