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Serie A: Juve e Roma, prove di fuga. Crolla il Milan, Napoli e Lazio ok

serie aROMA –  Nella serata in cui i fantasmi del sisma tornano a scuotere il Centro Italia, il campionato di serie a regala, se possibile, qualche ora di svago, cominciando ad abbozzare temi caldi della stagione: andiamo con ordine.

SERIE A: BOMBER CHE NON TI ASPETTI

Con la doppietta del “Chiello” in evidenza, la Juventus si sbarazza della Sampdoria, ancora su di giri per il derby vinto, scrollandosi le scorie della sconfitta di Milano e sfruttando al massimo il turno casalingo. Ristorati, sereni, così bene che neanche dopo un trattamento di bellezza: ora, serve solo vestire l’abito buono della festa e attendere che gli ospiti da Napoli arrivino puntuali, fra poco meno di 72 ore. Poi sarà grande calcio, e chissà cosa dirà il campo: c’è un pezzo di scudetto che passa per lo Stadium.

SERIE A: ALTRO CHE SORPASSO

C’era chi fantasticava addirittura “il sorpasso alla Juventus”. L’ambente milanista, si sa, è giù di corda da qualche stagione, è un serie amomento così positivo può prestare il fianco a facili voli pindarici o eccessiva confidenza nei propri mezzi, tanto da sottovalutare insidie e pericoli del nostro torneo. È quanto deve essere accaduto martedi sera al Milan, spazzato via dal Genoa tutto grinta e corsa di Pavoletti e Co. Amaro calice, si dirà, sconfitta che farà crescere, pure. Tant’è: il Milan piomba a -6 dalla Juventus. Meglio lavorare che parlare.

SERIE A: SOLIDA ROMA

Zitto zitto (neanche troppo), forse Spalletti la quadratura del cerchio l’ha trovata. Vola la sua Roma che, complice il calendario favorevole, non perde più un colpo, candidosi al ruolo di anti-Juve, cosa che le risulta familiare in questi ultimi anni. Poi finalmente a Roma pare sbarcato Edin Dzeko, quello vero, e non il fratello, come ironicamente sostenevano molti tifosi giallorossi: dieci gol in dieci gare, come Batigol l’anno dello scudetto…Sbancata Sassuolo, ora l’obiettivo è sfruttare i turni agevoli e continuare a mettere pressione alla Juventus. Da cosa nasce cosa.

SERIE A: JE STO VICINO A TE

Cantava, struggente, Pino Daniele nel 1979. Il Napoli, un po’ meno struggente, regola di misura l’Empoli dopo il Crotone, mantenendosi a poca distanza da Roma e, più su, dalla Juventus. Il ruolo di “nemica” dei bianconeri, non è ancora del tutto nelle mani dei giallorossi; il sogno di poter lottare per la prima piazza è tutt’altro che svanito, sotto le pendici del Vesuvio. Molto dipenderà dalle condizioni dei propri interpreti: se Insigne riuscirà a ritrovarsi, se Gabbiadini troverà serenità e continuità, se, nel complesso, la squadra sarà in grado di darsi un equilibrio, una forma, nulla è poi così proibito, al netto dei risultati delle altre.

SERIE A: VOLA LA LAZIO

Sempre più Ciro Immobile nella stagione della Lazio. La sua doppietta (aggiunta all’acrobatico gol di Keita e alla funambolica rete di Felipe Anderson) schianta il Cagliari, alla seconda goleada subita in tre giorni. Inzaghi si riprende con gli interessi quanto lasciato sul campo tra Bologna e Torino, gonfia il petto, e si prepara allo scontro col Sassuolo di domenica prossima, serie ache battere tra le mura amiche sarebbe gran bella cosa. Dove può arrivare questa Lazio? Non è dato sapere, ma riportare bel gioco e punti in quel di Formello, rivalutando promesse che il calcio italiano troppo frettolosamente aveva salutato e dando quello spazio che nessuno mai aveva riservato ai giovani provenienti dal (pluridecorato) vivaio sa proprio di bella impresa.

SERIE A: ICARDI PENSACI TU

Bistrattato, boicottato, ed infine, ignorato: ultimamente non se la passa bene lo “scrittore” più contestato del momento, almeno fuori dal rettangolo verde. Sempre convinti che ognuno di noi ha un suo mestiere, quello di Icardi è usare i piedi e giocare a pallone. Quando lo fa, senza distrazioni più o meno letterarie, rimane un degli attaccanti più forti e prolifici non solo della storia dell’Inter ma della stessa serie A. Matando il Toro tutto grinta e muscoli, consente all’Inter di spezzare il pessimo momento di risultati, di far respirare De Boer e di allentare quel che basta la pressione, spesso insostenibile, che si avverte ad Appiano Gentile. Ora a lui la sfida da raccogliere: riportare l’Inter dove le compete. Non serve scrivere, basta fare un gol più degli altri.