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Secondo un ultimo studio, i ‘sex robot’ saranno in grado di fermare il fenomeno della pedofilia

robotRoma – Secondo un ultimo studio, i sex robots potranno essere impiegati per curare pedofili e altri maniaci sessuali e prevenire una eventuale reiterazione. Il Dottor David Kreps, afferma che questi androidi, hanno le potenzialità per essere impiegati nel trattamento dei disturbi mentali legati alla pedofilia.

Il nuovo studio, vedrà l’impiego di numerosi robot, che avranno il compito di ‘educare’ i maniaci sul grave impatto che hanno le loro ‘attenzioni’ e di scoraggiarli nella reiterazione dei loro comportamenti. Il Dottor Kreps, professore di Informatica dei sistemi e delle società presso la Salford University, crede che questi robot potranno essere usati per ridurre il pericolo della pedofilia. “Si tratta di uno strumento educativo, in grado di rafforzare i comportamenti sani e scoraggiare i comportamenti illegali. Questi device, potranno entrare a far parte di un ampio set di strumenti usati dai terapisti, nel tentativo di ‘curare’ questo tipo di persone.”

Il Dottor Kreps, ha parlato inoltre della possibilità di utilizzare questi robot anche come consulenti matrimoniali o anche come fonte di piacere per mariti, le cui mogli sono via per lavoro per lunghi periodi di tempo. E’ stata organizzata recentemente, la prima conferenza riguardante i robot e il sesso. La conferenza, ha riunito scienziati da tutto il mondo riunitisi per discutere del rapporto tra il sesso e l’intelligenza artificiale. Il Dottor Kreps, ha detto che la conferenza si è soffermata sulle ultime ricerche e teorie riguardanti il comportamento degli uomini con i robot, l’intelligenza artificiale e altre forme di tecnologia.

Durante la conferenza, gli scienziati si sono interrogati sulla possibilità di innamoramento da parte di un uomo verso un robot e addirittura di un possibile matrimonio. La risposta del Dottor Kreps è stata: ”L’amore si sviluppa tra due persone. Una grandissima parte della connessione chimica e fisica tra due persone, nasce dal contatto visivo, questo non potrà mai accadere con un macchina, non importa quanto sviluppata sia.”

Fonte www.mirror.co.uk