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#ilsilenzioèdolo, quando la lotta alla mafia entra in classe

marco-ligabue-2Roma – Trenta tappe, circa ventimila studenti: sono i numeri, importanti, della campagna #ilsilenzioèdolo, presentata oggi alla Sala stampa della Camera dei Deputati, che ha come obiettivo quello di sensibilizzare ed educare i giovani alla lotta alla mafia. Il progetto nasce grazie all’iniziativa di Ismaele La Vardera, giovanissimo giornalista, ha 23 anni, formatosi nella tv di Pino Maniaci, Telejato, e oggi Iena dell’omonimo programma di Italia1, e Marco Ligabue, fratello del noto rocker Luciano, da tempo impegnato in campagne di questo tipo.

Porta la sua firma la canzone ‘Il Silenzio è dolo’, mentre per l’occasione ne ha scritta un’altra, ‘Un attimo fa ‘, insieme al rapper napoletano Lucariello, già autore della colonna sonora della serie tv Gomorra. Al progetto #ilsilenzioèdolo partecipa anche scuolazoo. Portare avanti la lotta alla mafia significa portare avanti storie di coraggio come quella di Benedetto Zoccola, commerciante di Mondragone, provincia di Caserta, che ha rifiutato di pagare il pizzo alla camorra e ha anche denunciato tutto alle autorità competenti. Vicesindaco del suo paese, Zoccola è stato vittima di una serie incredibile di attentati, di vessazioni: in un caso, mentre si trovava nell’ufficio del suo commercialista, è stato bersaglio di un ordigno la cui esplosione gli ha fatto perdere la vista a un occhio e l’udito a un orecchio. Visibilmente commosso, presente anche lui alla Camera, ha raccontato che “tra mille difficoltà riesco a condurre una vita abbastanza normale”, anche se ancora non è stato riconosciuto testimone di giustizia. Tra le altre cose, quando si trova a doversi muovere in auto, lo deve fare con la sua scorta e in una diversa da quella in cui si trova la compagna, costretta a seguirlo in una seconda vettura. “Ringrazio le Forze dell’Ordine- ha detto ancora Zoccola- A Mondragone ho trovato delle persone incredibili”. E ancora: “Quando ho saputo del libro e della canzone ho pianto. E’ stato un pianto di liberazione che mi ha fatto capire che non ero solo”.

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La sua storia è stata raccontata da Ismaele La Verdera in un libro, ‘Il mio nome è Zoccola e per la camorra sono un figlio di puttana’ e nella canzone ‘Un attimo fa di Ligabue. “E’ una canzone che ho scritto dopo aver sentito la storia di Benedetto- ha raccontato il più piccolo dei fratelli Ligabue all’agenzia Dire- che ha subito diversi attentati. Sta cercando di recuperare la normalità. Con questa canzone ho voluto scrivere com’era la vita prima di prendere una scelta, prima di non piegarsi a certe prepotenze. La canzone vuole essere un inno alla speranza. persone come Benedetto ce ne sono, che non vogliono piegarsi, che portano avanti il proprio senso civico e di giustizia. E’ una canzone di cui vado orgoglioso, è facile parlare di sole, cuore e amore, ma è anche bello raccontare di storie così”. A persone come Benedetto, per Ligabue è importante “fargli sapere che non sono da sole, chi denuncia diventa quello strano invece dobbiamo andarne fieri e quindi quando vedo lui emozionato, quando vedo persone interessate sono felice che sto contribuendo alla sua storia. Diventi normalità ribellarsi alle prepotenze”. Il progetto vedrà tutti i protragonisti, compreso Ligabue, andare nelle scuole per raccontarne: “E’ un viaggio bellissimo, parlare di certe tematiche è difficile”. Ma quando riesci a catturare l’attenzione anche di 500 studenti, “mentre gli parli di tematiche pesanti ma con il sorriso e per due ore ti ascoltano e sono silenzio per me è una soddisfazione personale grande che speriamo possa essere granellino in questo mare”.

Sullo ‘stato’ di Zoccola, appunto non ancora testimone di giustizia, l’onorevole Davie Mattiello, membro delle Commissioni Giustizia e Antimafia, presente alla conferenza, ha detto che bisogna “sollecitare il viceministro Bubbico per valutare il rischio che corre Benedetto con la sua famiglia”, ed ha anche sottolineato che la magistratura deve stabilire “la quantità di rischio che corre Benedetto per dire se serve uno speciale programma. Lo Stato c’è, ma non deve essere considerato come interlocutore, lo Stato siamo noi. Il nostro impegno continua”. Ancora Ismaele La Vardera ha detto di sperare di “riuscire a dare un contributo in più con il mio libro che ho cercareo di scrivere mantenendo un linguaggio vicino ai ragazzi”. Per aiutare Benedetto Zoccola a ricevere il riconoscimento di di testimone di giustizia il portale Change.org ha lanciato una petizione a suo favore.