Il punto sulla serie A: la Juve non si ferma, solo pari per il Milan. Tonfo Roma, vola la Lazio

diregiovani-calcioROMA – Chi ben comincia è a metà dell’opera. Ma chi, dopo tredici giornate, ha sette punti sulle seconde è davvero un bel passo avanti. Eccola, la Juventus che il campionato ci consegna alla fine della tredicesima di andata: prima in classifica, con i rivali lontani sette lunghezze, in grado di potersi concentrare liberamente per il top match contro il Siviglia di martedì sera. Non solo Juve, però: ripercorriamo quanto accaduto sui campi nel nostro riassunto.

La strada giusta

Nella domenica in cui il nerazzurro è il colore più apprezzato da Allegri e compagni (quello dell’Atalanta che affonda la Roma fa il paio con quello dell’Inter che acciuffa il pari in un derby spigoloso ma non brutto), la Juventus si scopre più favorita che mai. Dietro di lei, il campionato pare dire che c’è solo una grande e furibonda lotta per la seconda e terza piazza, ma che per il podio più alto c’è solo e soltanto lei. Poi le cose possono cambiare e cambieranno, il volto dello sfidante di stagione si definirà sulle altre, ma la sensazione forte è che anche per quest’anno la corsa al titolo la sua reginetta già ce l’abbia, confermando i giudizi estivi. Ora sotto con la Champions, che a Vinovo aspettano come una liceale aspetta il grande amore.

Luci a San Siro

Il derby, si suol dire, non si gioca ma si vince. Spiegatelo voi ai cinesi dell’ultima ora. Volti spaesati in tribuna, che con il derby della Madunina poco c’entrano, altri tempi le strette di mano tra Moratti e il Cavaliere. Coreografie al top: la Sud rossonera che omaggia il trentennio di presidenza berlusconiana, la Nord interista che si autoincensa definendosi “i più belli”. Spettacolo puro; in campo mica tanto. Pragmatismo, quello molto di più: l’esordiente Pioli (che a Roma ha capito cos’è un derby) disegna la sua nuova Inter con più coraggio (che pagherà) del suo predecessore; Montella, perso Romagnoli “mezza difesa”, sceglie l’equilibrio tra i reparti. Suso (con la sua doppietta) da una parte, Candreva (gol da cineteca, il suo) dall’altra risultano gli uomini derby, senza escludere il croato Perisic che col suo piattone, in pieno recupero, sigla il definitivo due a due. Luci a San Siro, ombre a Pechino.

Il punto sulla serie A: passi indietro, passi in avanti

Parla di “passo indietro”, senza mezzi termini. Luciano Spalletti la faccia la mette sempre, anche troppo a volte. Si accusa del flop senza scusanti dei giallorossi che, davanti ad una Dea capace di soffrire e di non mollare mai, dilapidano un vantaggio prezioso, regalando un secondo tempo tranquillamente definibile “inguardabile”. La Roma scivola a meno sette dalla Juve, raggiunta dal Milan e tallonata da Lazio e Atalanta a meno uno, e dal Napoli a meno due (vittorioso ad Udine). Se Atene piange, Sparta stavolta ride di gusto. La Lazio di Inzaghi, vince, diverte e scala la classifica. Dopo l’esame di maturità (superato) in casa Napoli, due settimane fa, ecco i tre punti guadagnati al cospetto di un ostico Genoa. Per i biancocelesti, dopo la prossima gara contro il Palermo, sarà derby: a Roma già non si parla di altro, Inzaghi fa il pompiere e predica la politica del passo alla volta. Sono passi in avanti, però, questo è sicuro.

Serie A: il resto della giornata

Continua a segnare “Il Gallo” Belotti, che trascina il Toro (0-2) in quel di Crotone. In settimana si è letto che la sua valutazione pare abbia già raggiunto i cinquanta milioni. Verrebbe da rispondere come Totò risponde all’onorevole Trombetta nel mai dimenticato “Totò a colori”, ma va riconosciuto che il fiuto del goal proprio non gli manca. Rimonta da libro cuore (3-2) per la Sampdoria contro quel che resta del Sassuolo, passeggia la Fiorentina nel derby di fuori porta con l’Empoli (0-4), nella speranza, per Sousa e compagnia, che questa vittoria contribuisca a dare senso alla stagione dei gigliati. Nella zona che sa già di serie B, gli attori non cambiano, anzi: il Pescara tanto tanto, ma Palermo e Crotone sembrano staccarsi pericolosamente. De Zerbi e Nicola mangeranno il panettone?