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Io, Nico ed Emily, tornano gli Akkura con Cosmotropico

akkura-fotoROMA – Approda su Youtube, ‘Io, Nico ed Emily’ il nuovo brano degli Akkura. E’ il primo estratto da “Cosmotropico” (Malintenti dischi/Edel), il loro nuovo disco. Gli Akkura sono una band con alle spalle tre album, qualche singolo, tanti concerti in Italia e all’estero e parecchie collaborazioni.  Tra queste quelle con il leggendario chitarrista Arto Lindsay, e due dei più autorevoli rappresentanti della nuova scena brasiliana, Moreno Veloso e Domenico Lancellotti. L’album è stato registrato a Palermo presso lo studio “Akkura” e “Indigo Music” da Francesco Vitaliti e Fabio Rizzo.

Gli Akkura e l’onda di Io, Nico ed Emily

L’onda è uno dei movimenti che ha ispirato il brano ‘Io, Nico ed Emily’, racconta Sergio Serradifalco. Uno dei primi pezzi che abbiamo scritto per questo album ed intorno al quale abbiamo fatto ruotare tutta la produzione. In questo video, la forza di quel brano, potente come un’onda, è stata racchiusa nella grazia di una giovane donna. Una ragazza capace di dominare la forza travolgente dell’energia cinetica. Come fanno i surfisti. Il surf è una continua scoperta, è più grande persino del volo. O come scrive il surfista William Finnegan, è ‘il filone aureo di una gioia perfetta’.

Gli Akkura, Cosmotropico

“Cosmotropico” è un disco gioioso, una manciata di brani in technicolor per raccontare il “cosmo-tropico” della band palermitana. La scrittura è creativa, melodie cristalline che si intrecciano con influenze seventies africane, cenni di tradizione italiana e il Sud America degli anni ’60. Tutto è arrangiato con strumenti analogici e sonorità floreali. In studio la band ha creato soluzioni poliritmiche nuove per ogni brano. Nel suo complesso è un album dinamico nel susseguirsi di un pezzo dopo l’altro. Le influenze le più varie. Si va dal roots giamaicano (“Fame e sete”), ai temi in chiave “space” (“Daubaidesì”), dalla canzone italiana (“La Sera”, “Reminiscenza”), andando fino al “Graceland” di Paul Simon (“Peresoso”) e ai Vampire Weekend, sempre più vicino ad un’Africa, mai come oggi, così suggestiva e contemporanea. Anche intorno ai testi delle canzoni, l’album vive di contrasti tra libere ispirazioni non-sense (“Il cavallo è sordo e triste”) incursioni nella vita privata (“Il dolore che hai nel petto non è la reminiscenza”) e invocazioni oniriche e poetiche (“Onda, onda, trascinaci, io, Nico ed Emily”). Non mancano incursioni  nell’inglese (“Why do we go”) e nel portoghese (“Ouviu uma voz pra me cantar”).