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Senegal, ma quanto piace l’italiano all’università

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ROMA –  “Invece di diminuire, gli iscritti ai corsi universitari aumentano” spiega alla Dire Fabio Massimo Ballerini, secondo segretario dell’ambasciata d’Italia a Dakar, responsabile per il settore culturale.

Sono trascorsi due anni e mezzo dal decreto presidenziale che il 7 maggio 2014 ha riformato l’istruzione secondaria di primo grado, eliminando progressivamente dai corsi l’italiano insieme con il tedesco e il russo.

Molti scelgono di studiare italiano all’università nonostante i corsi siano stati eliminati dalle scuole

“Il Senegal ha bisogno di ingegneri e matematici” avrebbero spiegato dirigenti del governo senegalese. Ricostruzioni citate da ‘Radio France International’ (Rfi) in un servizio nel quale l’emittente dà spazio a perplessità e critiche aperte da parte dei docenti di lingua tedesca. Secondo Saliou Mbaye, professore all’Università Cheikh Anta Diop (Ucad) di Dakar, ci sarebbe addirittura il rischio di ricadute negative sui programmi di cooperazione internazionale. “Ci sono molte imprese e molte fondazioni tedesche qui in Senegal” ha detto il docente a ‘Rfi’. “I tedeschi ora potrebbero dire: se non si interessano a noi, perché noi dovremmo interessarci a loro?”.

La riforma riguarda in particolare i college, corrispondenti in Italia alla scuola media e al primo biennio delle scuole secondarie. Uno dei punti più discussi prevede la sostituzione dei corsi facoltativi nelle tre lingue con l’insegnamento di materie scientifiche.

Secondo Ballerini, al momento l’italiano non sembra penalizzato: “A livello di scuola media l’insegnamento della nostra lingua va a esaurirsi, ma gli iscritti ai corsi di liceo e, soprattutto, ai corsi universitari sono in aumento”.

L’italiano in Senegal riscuote ancora grande successo

Stando ai dati più recenti, le iscrizioni ai corsi universitari dell’Ucad per il prossimo anno accademico sono aumentate del 50 per cento e i nuovi studenti sono 229, a fronte dei 147 dello scorso anno.

E come si spiega questo interesse? “L’Italia ospita la seconda comunità di senegalesi in Europa e la richiesta di lingua e cultura italiane è molto forte” risponde Ballerini. Lo dimostra il fatto che, con 450 iscritti quest’anno all’Ucad, il declino della lingua di Dante Alighieri a Dakar sia tutt’altro che scontato. “Tanto più”, aggiunge il secondo segretario della nostra ambasciata, “che molti studenti sono interessati alla docenza dell’italiano in Senegal e al perfezionamento attraverso un dottorato in Italia”.