fotogallery

Sully, la storia vera del “miracolo dell’Hudson”

sully, la storia veraROMA – Successo al botteghino per Sully, la nuova fatica di Clint Eastwood con protagonista Tom Hanks.
Il film si ispira ad un fatto realmente accaduto il 15 gennaio del 2009, quando un volo della US Airways (acquistata nel 2013 dall’American Airlines) fu costretto ad un ammaraggio di emergenza nel fiume Hudson di New York City.
Tutti i 155 passeggeri si salvarono nell’incidente aereo che gli americani ricordano come “Il miracolo dell’Hudson”.
Artefice dell’incredibile manovra fu il pilota Chesley “Sully” Sullenberger, che nel film ha il volto di Tom Hanks.
L’aereo fu estratto dalle acque dell’Hudson il 17 gennaio 2009, e oggi è esposto al Carolinas Aviation Museum.

Ma cosa accadde realmente il 15 gennaio 2009?

sully miracolo hudsonSully, la storia vera del miracolo dell’Hudson

– 15 gennaio 2009. Chelsey Sullenberger è il comandante del volo 1549 Airbus A320 decollato dall’aeroporto di LaGuardia, New York, in direzione di Charlotte, North Carolina, alle 15:26.

– Circa 30-45 secondi dopo il decollo, Sully riferisce che l’aereo era stato colpito da un grande stormo di uccelli – poi confermato essere di oche canadesi. Entrambi i motori si danneggiano, sebben solo uno è in fiamme. Il pilota chiede alla torre di controllo di poter atterrare.

– L’aeroporto più vicino è nel New Jersey, ma quando diventa evidente che l’aereo non sarebbe riuscito ad arrivarci, nè a tornare a LaGuardia, Sullenberger si prepara per un atterraggio di fortuna nell’Hudson.

– Nel frattempo il co-pilota, Jeff Skiles, continua a cercare di riavviare i motori senza alcun risultato. Inizia a svolgere le procedure per l’atterraggio di emergenza che, normalmente, avvengono  a 35.000 piedi di altezza. La loro altitudine è di appena 3.000 piedi.

– Sullenberger informa i passeggeri di prepararsi all’impatto.

– L’aereo precipita nel fiume Hudson, all’altezza della 48th strada nel centro di Manhattan. Un tratto di solito popolato da turisti che si godono il panorama di grattacieli della città. Sono le 15:31.

– Tutte le 155 persone a bordo quando l’aereo abbandonato nelle acque sopravvissuti.

– Sullenberger aiuta i passeggeri a fuggire sulle imbarcazioni di salvataggio, assicurarandosi che tutti era in salvo, prima di recuperare la scatola nera dell’aereo e scappare.

Chi era il capitano Sully?

Il capitano Chesley “Sully” Sullenberger, all’epoca 57enne, era un veterano della US Airways, con 40 anni di esperienza in aviazione e circa 20.000 ore di volo.
E’ stato ampiamente lodato per aver mantenuto il sangue freddo durante l’incidente, da qui il soprannome  “Capitano Cool”.

Dopo l’ammaraggio, un team di 20 investigatori del Consiglio Nazionale di Sicurezza dei Trasporti USA (NTSB) indagò sulla causa dell’avaria.
Dopo un’indagine di 15 mesi, la squadra riconobbe che, vista la precaria situazione, l’ammaraggio nell’Hudson “ha fornito la più alta probabilità di sopravvivere all’incidente”.

Tuttavia, alcune simulazioni confutarono l’assenza di alternative: ricreando l’incidente, con la perdita improvvisa di entrambi i motori dopo l’attacco di uno stormo di uccelli, alcuni piloti sono stati più volte in grado di far tornare i loro aerei virtuali a LaGuardia.

Per questo, sebbene il caso sia ormai chiuso, la decisione di Sully di ammarare nell’Hudson continua a far discutere.

Il Sully di Clint Eastwood

Campione d’incassi ai botteghini mondiali, il Sully di Clint Eastwood è stato accolto positivamente dal protagonista reale.

In un comunicato stampa tramite la Warner Bros. il capitano Sullenberger stesso si dice soddisfatto del progetto:

“Sono molto contento che la mia storia sia nelle mani di un narratore di talento e regista del calibro di Clint Eastwood, e dei produttori veterani Allyn Stewart e Frank Marshall. Il progetto non avrebbe potuto trovare una casa migliore della Warner Bros. Pictures. E’ davvero un team favoloso. La storia raccontata viene dalle mie esperienze, e riflette le molte sfide che ho affrontato e superato con successo durante e dopo il volo”.