spettacolo

Justin Bieber come Gesù: la nuova aspirazione del cantante

justin bieber come gesùROMA – Obiettivo: convertire i fan. Justin Bieber come Gesù. È questa la nuova aspirazione del cantante, idolo delle ragazze. Il ventitreenne canadese, che ha rafforzato il suo rapporto con la  religione cristiana, sarebbe sempre più convinto di poter sfruttare il suo lavoro per svolgere una vera e propria missione santa.

Justin Bieber come Gesù: la gioia della fede

Bieber, intenzionato ad azzerare le bravate, avrebbe organizzato il Purpose World Tour anche per questo.

“Il suo scopo è quello di convertire le persone che ama e mettere in guardia le altre star contro i mali del settore. La vita di Justin è cambiata in meglio da quando ha trovato Dio e lui ha fatto decisioni migliori ora che ha trovato la pace all’interno della sua fede. – ha raccontato un insider al The Sun – Dopo aver visto tante altre celebrità andare fuori dai binari, vuole aiutare i suoi amici a trovare la gioia e la felicità che ha”. justin bieber come gesù

Il rapporto che il cantante ha con la fede, però, dura da tempo. Già nel 2011, Justin – durante varie interviste – aveva dichiarato di essere molto religioso. “Onestamente, vorrei vivere come Gesù. – ha detto, poi, a Complex in una lunga intervista – Non essere Gesù. Non potrei mai, non voglio essere frainteso. Ha creato una bellissima via per amare le persone ed essere gentili. Se ci credi, lui è morto per i nostri peccati”.

Justin Bieber come Gesù ma con la pelliccia che fa arrabbiare la Peta

Buone intenzioni a parte, a far parlare di sé, Justin ci ha pensato vestendo con una vistosa pelliccia. Pelliccia che, a quanto pare, fosse vera. Il capo ha, così, attirato l’attenzione di presenti, paparazzi ma anche della Peta. L’organizzazione non ha risparmiato parole per commentare il look del cantante.

“A volte penso che Justin Bieber abbia bisogno di una scansione del cervello, sospetto che non abbia neuroni sufficientemente sviluppati, dato che si comporta come un egocentrico, ragazzo infantile incapace di vedere come il suo acquisto provoca inutili sofferenze agli animali, come ad esempio le tigri, le scimmie, e i coyote selvatici”, ha detto Ingrid NewKirk, presidente di Peta.