spazio e scienza

Morta Vera Rubin, l’astronoma che trovò tracce di materia oscura

Morta Vera Rubin

E’ morta lo scorso 25 dicembre a 88 anni. Nata il 23 luglio 1928 a Filadelfia, Vera Cooper Rubin è stata un’astronoma statunitense. Studiò astronomia nell’Università di Princeton, dove si laureò. Nel 1951 osservò le prime anomalie nei movimenti delle galassie, ma queste scoperte furono accolte con scetticismo dalla comunità scientifica.

Il suo lavoro più importante è stata la scoperta della discrepanza tra le predizioni sul momento angolare delle galassie predicibile e reale movimento misurabile, ottenuto attraverso lo studio della curva di rotazione galattica.

I tentativi di conciliare i dati ottenuti con le previsioni matematiche hanno portato a sviluppare il concetto di materia oscura, sebbene Rubin stessa non sia d’accordo: “mi piacerebbe sapere che le leggi di Newton possano essere modificate in modo da descrivere correttamente le interazioni gravitazionali a grandi distanze. Questo è più attraente di un universo pieno di un nuovo genere di particelle sub-nucleari”.

Secondo i colleghi le sue scoperte erano impossibili sotto le leggi newtoniane. Sia il suo dottorato sia la tesi di laurea furono criticati e sostanzialmente ignorati, anche se le prove erano inconfutabili. Fortunatamente, la comunità scientifica ha successivamente riconosciuto il suo lavoro, ma solo dopo che i suoi colleghi maschi lo hanno convalidato.

Nel 1965 Rubin fu la prima astronoma a utilizzare l’osservatorio del Monte Palomar e nello stesso anno ottenne la cattedra di astronomia alla Carnegie Institution del’Università di Washington. Vera Rubin pur non avendo ottenuto il Nobel, è stata insignita del Dickson Prize, della National Medal of Science (1993), dell’Henry Norris Russell Lectureship (1994), della Gold Medal of the Royal Astronomical Society (1996), della Bruce Medal (2003) e della James Craig Watson Medal (2004).

Le è stato dedicato un asteroide, 5726 Rubin.

Lavorando con l’astronomo statunitense Kent Ford, agli inizi degli anni ’60 Vera Rubin è stata la prima astronoma a compiere l’osservazione che le stelle nella periferia delle galassie avevano una velocità orbitale corrispondente a quella delle stelle nel centro della galassia. All’epoca si riteneva che le forze gravitazionali maggiori si esercitavano dove c’era più massa (quindi nel centro delle galassie) e quindi la velocità di rotazione avrebbe dovuto diminuire andando verso la periferia.

Le osservazioni della Rubin confermarono più tardi l’ipotesi dell’esistenza della materia oscura fatta da Fritz Zwicky e furono la prova più robusta (negli anni Settanta) di questa congettura.