Tra un talent show e un romanzo, la forza dei sogni di Forzano

ROMA – Prendi un talent di danza e un romanzo autobiografico. Ad impugnare macchina da presa e penna è la stessa persona, Duccio Forzano, regista affermato dei principali programmi della tv generalista (‘Che tempo che fa’, ‘Vieni via con me’, ‘Quello che (non) ho’, DiMartedì’) e di 4 edizioni del Festival di Sanremo, al suo esordio come scrittore. ‘Dance dance dance’ e ‘Come Rocky Balboa’, questi gli ultimi due successi di Forzano, che di successo però non vuole sentir parlare: “Quando mi si dice ‘il tuo successo’ mi vengono i brividi- racconta Forzano a diregiovani.it-. Nonostante i fatti, non voglio mai pensare di essere un vip. Io mi considero un miracolato, un privilegiato, una persona fortunata che ha avuto un’occasione, nonostante tutto, e quell’occasione l’ha sfruttata al massimo delle possibilita’”.

Di occasioni colte e colpi schivati parla ‘Come Rocky Balboa’, la storia di un bambino cresciuto troppo in fretta, che appena dodicenne tenta di barcamenarsi tra l’abbandono della madre, il difficile rapporto con un padre alcolizzato e la responsabilità di occuparsi di tre fratelli minori. Un dolore trasformato da Duccio in energia, messa al servizio di un sogno che a trent’anni gli permette di spiccare il volo girando un video. “Si deve combattere soprattutto per stare bene con se stessi, non tanto per avere successo, che andrebbe valutato in base a quanto ciascuno sogna di fare”, prosegue Forzano, che parla di un libro nato un po’ per caso: “Negli anni ho scritto dei fogli e durante un incontro casuale, il direttore editoriale di Longanesi Giuseppe Strazzieri li ha letti e mi ha convinto a farne un romanzo”.

Negli scaffali dallo scorso settembre il romanzo già nel titolo rievoca il ring: “Quando è uscito Rocky avevo diciassette anni. Quando sono uscito da quel cinema, quel film che d’impatto viene considerato d’azione, mi ha passato un messaggio diverso che era: ‘Non ti arrendere. Se sei nei guai, nel fango, prendi botte inaspettate o aspettate, tu ti devi rialzare. Impara a rialzarti, impara a non cedere’. E questa e’ diventata la mia filosofia di vita, che mi ha portato oggi ad essere quello che sono”.E Duccio Forzano è soprattutto un regista d’eccezione, che è riuscito a trasformare programmi di nicchia in veri e propri appuntamenti cult della tv generalista, come nel caso di ‘Che tempo che fa’. Ed è dopo dieci anni alla regia di uno dei programmi pilastri di Rai 3 che Duccio sente il bisogno di “cominciare a fare qualcosa di diverso e nuovo”, approdando con ‘Dance dance dance’ al suo secondo talent, dopo l’esperienza di ‘The Bachelor’ nel 2003. Il talent show è in onda su FoxLife da dicembre, con sei coppie (ora 5 per gli effetti delle eliminazioni) di personaggi famosi che ogni mercoledi’ si sfidano a colpi di coreografie per riprodurre fedelmente videoclip, concerti o film.

“Il successo di questo talent è dovuto sicuramente all’impatto visivo molto forte. E poi la produzione ha dato e sta dando tantissimo. Stiamo registrando due puntate al giorno, sedici-diciotto balletti da registrare che non si possono replicare. Il segreto e’ la passione delle persone che stanno dando l’anima e il cuore per il progetto”. Ideato dal genio di John De Mol, il format olandese porta in Italia la tecnologia della realtà aumentata, un sistema di grafica interattiva che permette di visualizzare in streaming una sovrapposizione di elementi reali e virtuali. “Io conoscevo la realta’ aumentata, in Italia e’ stata utilizzata pochissimo anche perché è molto costosa fatta ad un certo livello. Credo che la realtà aumentata sia già obsoleta, anche se ancora puo’ essere sfruttata tantissimo. Ma c’e’ gia’ molto altro da sperimentare”. E di sperimentare Duccio sembra non stancarsi mai. E mentre continua a “buttare sulla carta” le sue idee, tornerà dietro la macchina da presa proprio con il restyling di un programma che si nutre di carta, ‘Per un pugno di libri’, in onda da fine gennaio su Rai 3.