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Caso Regeni: alla Sapienza di Roma seicento persone in piazza per chiedere la verità

ROMA – 365 numeri neri su cartelli gialli. 365 come i giorni passati da quel 25 gennaio 2016 quando Giulio Regeni scomparve al Cairo. All’università La Sapienza di Roma, in una tiepida mattinata di sole, circa 600 tra ragazzi e ragazze, cittadini e cittadine, si uniscono all’appello dei genitori del giovane ricercatore torturato e ucciso in Egitto un anno fa nella manifestazione organizzata da Amnesty International ‘365 giorni senza’.

Alla manifestazione anche Erri De Luca e il rettore Eugenio Gaudio

A partecipare alla mobilitazione tra gli altri lo scrittore Erri De Luca e il rettore dell’ateneo romano Eugenio Gaudio: “Giulio era uno di noi, un amante del sapere. Un giovane che ha fatto della ricerca un impegno politico e per la libera informazione- dichiara il rettore-. Molta retorica contemporanea ascrive ai giovani una certa apatia. Giulio Regeni, e come lui tanti suoi coetanei, invece ci pongono dinanzi profili intellettuali e civili maturi. La difesa dei diritti e del lavoro, il racconto in prima persona. Tutti temi alti per la nostra società. Ecco perché a un anno dalla sua scomparsa dobbiamo mantenere viva la memoria. Accanto ai suoi genitori e ai suoi amici – conclude- rinnoviamo la richiesta di verità per Giulio”. “Nel chiedere verità per Giulio Regeni noi chiediamo la cessazione delle violazioni dei diritti umani e delle sparizioni forzate in Egitto- dichiara il presidente di Amnesty International Italia Antonio Marchesi-. Rendo omaggio a chi nelle ong in Egitto si occupa della verità per Giulio e delle violazioni dei diritti umani costantemente esercitate sugli egiziani. Voglio rassicurarli e dirgli che non sono soli”. Un lungo applauso e la drammatizzazione di un’intervista di Giulio hanno rotto l’emozione della piazza. Erri De Luca ha letto alcuni estratti degli scritti del ricercatore mentre continuavano ad arrivare messaggi di solidarietà ai suoi genitori.

A Gentiloni le firme raccolte per fare chiarezza

Dopo aver letto la lettera di solidarietà di Amnesty International Uk, Marchesi annuncia che stasera alle 19.30 verranno consegnate al presidente del consiglio Gentiloni le firme raccolte per chiedere verità per Giulio.

Il flash mob

Un flash mob di ragazzi e ragazze, studenti provenienti da varie scuole di Roma, tra cui i licei Caetani, Plauto, Orazio, e d’Italia, ma anche da cittadini e cittadine che volevano alzare il proprio cartello in segno di solidarietà a Paola e Claudio Regeni, collegati telefonicamente e in diretta Facebook con l’evento.

 

La mattinata si è chiusa con le voci a cappella del coro MuSa Blues della Sapienza diretto dal maestro Giorgio Monari. Lo spiritual statunitense ‘Go down Moses’ ed ‘Amazing Grace’ tra i brani intonati in omaggio a Giulio.