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N-A-I-V-E-S, l’electro pop leggero e che piace

N-A-I-V-E-SROMA – Esce oggi, venerdì 27gennaio, l’album di debutto, omonimo, dei N-A-I-V-E-S, duo londinese considerato una delle realtà più cool della nuova scena electro pop internazionale grazie ad un fresco mix di synth e beat tropicali. La band arriva al disco d’esordio dopo accostamenti prestigiosi (MGMT, Caribou, Yeasayer, Animal Collective, Little Dragon), palchi importanti (in apertura a Bloc Party, Friendly Fires, Mystery Jets, Is Tropical, Slow Magic) e il massiccio supporto radiofonico di BBC London e numerose altre emittenti inglesi.

N-A-I-V-E-S quando la musica è frutto di un felice incontro

Inverno del 2012, a Londra era una notte gelida e ventosa. Il polistrumentista e cantante Marc Jacc si era trasferito lì da un paio di settimane per raggiungere il bassista Lapo Frost, che aveva conosciuto poco tempo prima in un club di Parigi. Per la prima volta, quella sera, i due si chiusero in studio di registrazione. Dovevano lavorare ad un remix per un progetto completamente diverso. “Dopo poco abbiamo lo abbandonato e ci siamo messi ad improvvisare su un ritmo in tre quarti ispirato al poster di The Dream, il quadro di Henri Rousseau, che era appeso al muro dello studio. Sognavamo di essere al caldo in una foresta tropicale… non ce ne siamo accorti subito, ma avevamo appena dato vita ad un nuovo progetto”. Pochi mesi e molti brani dopo, la band ha deciso di chiamarsi N-A-I-V-E-S, “forse per via di Rousseau, forse perché non sapevamo esattamente cosa stavamo facendo”.

N-A-I-V-E-S l’electro pop track by track

Il disco di debutto della band, omonimo, è la sintesi del percorso artistico compiuto dai N-A-I-V-E-S a partire da quella fredda notte londinese. Da allora il duo ha pubblicato tre singoli (W.I.G.O, Fashion Pineapple e Crystal Clear), ha suonato nei maggiori festival europei e conquistato l’attenzione di numerosi colleghi e addetti ai lavori, oltre che di un numero crescente di estimatori.

Crystal Clear

E’ una pura dichiarazione d’amore. Parla di quel preciso momento, in un rapporto di coppia, in cui tutto sembra precipitare e tutto è vero e falso allo stesso tempo. E’ una sensazione confusa, ma alla fine l’amore trionfa. C’è un po’ di Jagwar Ma, Metronomy e un sacco di Fela Kuti.

Trampoline

Questo brano lo abbiamo scritto un paio di anni fa a Glastonbury dopo il nostro dj set. Eravamo piuttosto ubriachi quella notte e Marc stava cantando questa melodia.. la mattina dopo ci siamo svegliati ed era ancora stampata nella nostra testa. C’è un po’ di Vampire Weekend, Little Dragon, Bastille e Gilberto Gil.

Golden shore

Parla di quel luogo mistico che esiste solo nella nostra immaginazione, quel luogo di pace che ti protegge, il luogo che chiami casa al termine di un lungo viaggio. Potrebbe anche essere il paradiso, ma noi lo immaginiamo sul fondo dell’oceano. C’è un po’ di Metronomy, di Arcade Fire e di Prince.

Hold out

E’ la prima canzone dell’album e anche la prima che abbiamo scritto in assoluto, nel 2012. Si ispira a “The Dream”, un famoso dipinto di Henri Rousseau. Lo stavamo ammirando quando ci siamo messi ad improvvisare.
C’è un po’ di Animal Collective, Yeasayer, SBTRKT e un sacco di house music.

Fashion pineapple

Stavamo facendo il soundcheck allo Standon Calling Festival nell’estate 2014: Lapo era in loop su un giro di basso e Marc ha iniziato a cantarci sopra, improvvisando un testo che parlava di ananas e di moda.. vi ricordate quanti disegni di ananas c’erano sui capi d’abbigliamento quell’estate? Ci è sembrata perfetta per portare un po’ di tropical nella pioggia di Londra. C’è un po’ di Jungle, un po’ di Justice e un sacco di Friendly Fires.

W.I.G.O.

Parla dell’adolescenza, della verginità, del diventare grandi, di quel meraviglioso momento della vita in cui per la prima volta realizzi di essere libero e pronto a spiccare il volo. È un concentrato di potenza e di fragilità al tempo stesso. C’è un po’ di MGMT, di Fisherspooner, di Is Tropical e di RUN-DMC.

No way

Marc era in India a campionare i suoni delle scimmie e delle mucche sacre. Il clacson di un tuk tuk è diventato l’intro di questa ballata, anche se non è facile riconoscerlo visto il modo in cui lo abbiamo manipolato in studio. Il testo parla di una storia immaginaria tra una principessa indiana e il suo servo in Rajasthan. C’è un po’ di Chvrches, qualcosa di Major Lazer, di M.i.a. e di Kula Shaker (senza chitarre!).

Jugular Vein

Questo brano è dedicato a coloro che hanno fede nella loro fede e che cantano i loro sentimenti a squarciagola per celebrare la gioia della vita! E’ una delle nostre prime canzoni, che ci piacere cantare in coro insieme al pubblico e che infatti lasciamo sempre per ultima nei nostri concerti. C’è un sacco di Ibibio Sound Machine, Yeasayer, Arcade Fire, Jungle e Empire of the sun.

Horizon

E’ la storia di un vecchio e saggio uomo cieco che, in realtà, è in grado di vedere più lontano e in profondità di chiunque altro. Parla di saggezza, di buon senso, di esperienza e di conoscenza. Perché non metterci un bel basso deep house? C’è un po’ di Basement Jaxx, di Groove Armada e di Radiohead.