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Cyberbullismo, il bullo ora sa che con certe condotte commette dei reati

cyberbullismoROMA – L’aula del Senato ha approvato il ddl sulle disposizioni per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, con 224 si’ e 1 no. Il provvedimento, modificato dalla Camera e nuovamente da palazzo Madama, torna quindi a Montecitorio.

Cyberbullismo, gli articoli del ddl

L’articolo 1 indica le finalità della legge e definisce il fenomeno del cyberbullismo. L’articolo 2 prevede, a tutela della dignità del minore, l’istanza per oscuramento, rimozione o blocco di dati personali diffusi via internet. L’articolo 3 istituisce il tavolo tecnico per la prevenzione. Questo deve redigere un piano di azione, integrato con il codice di coregolamentazione a cui devono attenersi gli operatori di social networking e della rete. L’articolo 4 riguarda le linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto in ambito scolastico. L’articolo 5 riguarda l’informativa alla famiglie, le sanzioni in ambito scolastico e i progetti di sostegno e recupero. L’articolo 6 prevede che la polizia postale relazioni con cadenza annuale al tavolo tecnico. La stessa è tenuta a stanziare ulteriori risorse per lo svolgimento di attività di formazione in ambito scolastico. L’articolo 7 disciplina la procedura dell’ammonimento.

Cyberbullismo, la soddisfazione del ministro Valeria Fedeli

“Finalmente si affronta pienamente e in modo deciso un fenomeno che spesso, erroneamente, viene sottostimato. Con questo ddl mettiamo al centro la tutela delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi”. Esprime soddisfazione il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli per l’approvazione del disegno di legge. “Dobbiamo colmare i vuoti educativi in cui si annida ogni forma di discriminazione e di violenza. Lo facciamo anche con questo ddl, che ora passa alla Camera per la definitiva approvazione. Lo facciamo, in un’ottica di prevenzione, a partire dalla scuola che è luogo principale di formazione, di inclusione e accoglienza. Finalmente – conclude Fedeli – abbiamo imboccato la strada giusta”.

Cyberbullismo, nessuna criminalizzazione del web

“Un uso distorto della rete e delle nuove tecnologie da parte di un singolo o di un gruppo di persone puo’ portare, se indirizzato verso un minore, a conseguenze tragiche. Per questo e’ necessario che siano a loro riservate specifiche normative. Il provvedimento non e’ basato sulle sanzioni, non criminalizza il web, ma e’ costruito sulla prevenzione e sulla promozione culturale dell’uso corretto della rete, mettendo in primo piano la responsabilità individuale e collettiva sia dei minori che degli adulti”. Così Anna Finocchiaro, ministra per i Rapporti con il Parlamento, ha commentato l’approvazione da parte del Senato del ddl sul cyberbullismo. Poi, osserva: “Al centro c’è l’elemento educativo e quindi la scuola, la formazione, il mondo degli studenti. Con l’intento di arricchire i principi di una nuova cittadinanza digitale”.

Cyberbullismo, con alcune condotte si commette un reato

“Il bullo ora sarà informato che con certe condotte commette dei reati”. Cosi’ la prima firmataria del ddl sul cyberbullismo, Elena Ferrara del Pd, commenta con la Dire il via libera dell’aula del Senato al provvedimento. “E’ molto difficile che un ragazzino sappia che postare una foto di una compagna senza il suo permesso non e’ lecito, soprattutto se e’ una foto compromettente”, spiega la senatrice democratica. E’ un fenomeno che “spesso succede già nella scuola primaria” perciò “stiamo parlando di un tema che si confronta con una capacità critica molto relativa”. Insomma, insiste, con questa legge “il bullo saprà che certe azioni sono condotte a cui viene attribuito un disvalore e lo qualificano come un vessatore”. Dopo di che è “chiaro che queste dinamiche di bullismo informatico fanno capo a un bisogno di identità e a dei rapporti che inevitabilmente vengono a crearsi, ma che devono trovare nel sistema scolastico e nelle famiglie la possibilità di parlare, essere ascoltati e segnalare quando si è vittime, o quando lo sono dei compagni, di questi atti vessatori”.