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Leonardo DiCaprio “Sherlock Holmes italiano” in The Black Hand

The Black Hand, la vera storia avvincente sulle origini della mafia in America e sul brillante detective di origini italiane che ha dato la sua vita per fermarla

the black handROMA – Dopo essersi portato a casa un Oscar con Revenant nel 2016, Leonardo DiCaprio è pronto ad intraprendere un nuovo progetto cinematografico.
L’attore sarà protagonista di The Black Hand, thriller-poliziesco ambientato nell’America dei primi del ‘900, quando il crimine organizzato iniziava a diffondersi.
Il film, tratto dal romanzo omonimo di Stephan Talty, vedrà DiCaprio nel doppio ruolo di attore e produttore.
I diritti del libro, in uscita negli USA il 25 aprile 2017, sono stati acquistati da Paramount Pictures.

The Black Hand: la guerra epica tra un detective brillante e la più letale società segreta della storia americana

Il romanzo è ispirato alla vera storia di Joseph “Joe” Petrosino (Leonardo DiCaprio), soprannominato “lo Sherlock Holmes italiano”, un detective della polizia di New York che ha dato la caccia alla Mano Nera, un’organizzazione mafiosa proliferata in America nei primi del ‘900.
A partire dall’estate del 1903, un’ondata di criminalità si diffuse per le strade di New York City, così come nell’intero Paese, trasformando la città in un regno di terrore.

I figli degli immigrati italiani venivano rapiti con richieste di riscatti onerosi, e decine di vittime innocenti erano scomparse senza lasciare traccia. I giudici, i senatori, i vari Rockefeller di origini italiane, venivano minacciati di morte con una lettera.
Gli autori dei reati sembrano sia onnipresenti che invisibili.
Il loro unico biglietto da visita: il simbolo di una mano nera.

I crimini efferati rimbalzarono sulla stampa americana alimentando le tensioni etniche.
Tra i cittadini e l’illegalità della Mano Nera c’era un uomo, Joe Petrosino.
Soprannominato “lo Sherlock Holmes italiano”, fu un detective notoriamente tenace e geniale, e un maestro del travestimento.

Quando l’ondata di criminalità aumentò e le attività della Mano Nera si diffusero ben oltre i confini di New York, Petrosino e la sua squadra tutta italiana (la loro identità fu tenuta segreta) iniziarono una corsa contro il tempo per evitare che le rivolte anti.-immigrati nel Paese si trasformassero in catastrofe.
La ricerca di Petrosino per sradicare la fonte del potere della Mano Nera lo avrebbe portato fino in Sicilia, ma…

La Mano Nera

Il regno della Mano Nera è durato circa 15 anni.
Il termine Mano Nera (in siciliano: Manu Niura) prese piede nei primi del ‘900 per indicare l’organizzazione crimniale americana, ma le sue radici possono essere ricondotte al Regno di Napoli già a partire dal 1750.
Nel 1900, la Mano Nera era operosa nelle Comunità italo-americane delle grandi città tra cui New York, Philadelphia, Chicago, New Orleans, Scranton, San Francisco, Olean, New York e Detroit.

Gli estorsori inviavano lettere alle vittime, minacciandole di lesioni personali, sequestro di persona, incendio doloso, o omicidio se non avessoro pagato l’ingente somma di denaro richiesta.
Le lettere erano contrassegnate da diversi simboli, come teschio e tibie incrociate, il cappio del boia o l’impronta di una mano nera, da cui il soprannome.
Nel mirino dei criminali vi erano famiglie benestanti di immigrati italiani.

Il tenore Enrico Caruso, in tournèè negli USA, ricevette una lettera sulla quale furono disegnati una mano nera e un pugnale, con la richiesta di 2.000 dollari.
Caruso decise di pagare, ma, quando questo fatto divenne di dominio pubblico, iniziò a ricevere lettere su lettere con richieste di denaro.
Realizzando che gli estorsori avrebbero continuato a chiedere soldi, riferì l’accaduto alla polizia che riuscì ad arrestare due uomini.