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Il punto sulla serie A: Juve padrona, Napoli a valanga. Crisi Milan, la Lazio c’è

punto sulla serie a punto sulla coppa italiaROMA – La Juve non si ferma e batte anche l’Inter. Dopo 90’ intensi, il verdetto finale è bianconero; ad Allegri basta impostare la partita in modalità “grande squadra” per ottenere il massimo profitto. Il derby d’Italia parla colombiano, dunque, con Cuadrado match winner. Mercoledì si recupera Crotone-Juve, come dire prove di fuga. Non molla il Napoli, anzi. In attesa del posticipo di domani tra Roma e Fiorentina, gli azzurri abbattono il Bologna a domicilio rifilando sette reti Ai rossoblù, con Hamsik e Mertens autori di una tripletta ciascuno. A Madrid hanno visto la partita e, voci di corridoio, registrano preoccupazione nello staff di Zidane. Punteggio extralarge anche per la Lazio, che strapazza il Pescara nel suo stadio e si rilancia in zona Europa League. È crisi aperta, invece, per il Milan di Montella: alla terza sconfitta, in caduta libera in classifica, neanche gli innesti di mercato hanno dato la scossa giusta. Entriamo nel dettaglio con i nostri riassunti.

Caffè nero bollente

Se, come spesso si dice, sia impossibile stabilire chi è nato prima tra uovo e gallina, così dopo il duecentotrentunesimo derby d’Italia, non sapremo distinguere se la Juventus è grande perché allenata da Allegri o se il tecnico toscano risalti avendo a sua disposizione un parco giocatori di assoluto livello. Vere tutte e due le ipotesi, anche contemporaneamente. Fatto sta che la gara contro l’Inter di Pioli, che non gioca male ma fa troppo poco per pensare di fare il colpo grosso, sia un paradigma di forza, classe e grinta, come sottolineato dal capitano Buffon. L’eurogol del “cafetero” Cuadrado apre e chiude una sfida fondamentale per la Juventus: anche se la strada è ancora lunga, l’importante è pedalare.

Canta Napoli

Alla fine della gara, pare non si sapesse chi dovesse portarsi via il pallone. Per Mertens e Hamsik, di sfere celebrative, ne sono servite due, una a testa. Sei in totale, invece, quelle depositate dai due bomber di giornata alle spalle di Mirante prima, Da Costa poi. Il settimo sigillo, a firma Insigne, è apposto su di un messaggio che va dritto dritto in Spagna, a Madrid, in Avenida de Concha Espina, sede del Real. Poche parole compongono la missiva: questo è il Napoli, non abbiamo paura. Sarri si gode la sua creatura che, come già abbiamo avuto modo di dire, se non avesse perso punti d’oro per strada, starebbe realmente insidiando la Juventus. Ora però il treno ha preso a correre: prossima stazione Madrid…e ci si va in prima classe!

Gioia e dolore

Partiamo con i sorrisi, quelli che abbondano sul volto di Marco Parolo, recordman e bomber di giornata della Lazio corsara in quel di Pescara. Mai nella storia del pallone nostrano s’erano registrate quattro reti di un centrocampista in una sola gara, tantomeno tre segnate di testa. Entra quindi negli annali, il centrocampista lombardo. Così come la Lazio entra di diritto nella storia di questo torneo, puntando dritta ad un posto in Europa League. Profondo rossonero, invece, in casa Milan: alla terza batosta consecutiva, l’ambiente è frastornato, anche solo l’Europa League è distante cinque lunghezze, tantissime per il Milan visto in queste ultime settimane. Gioco involuto, anche sfortuna, ma il credito di Montella comincia a vacillare. Alla prossima giornata, tutta la verità, nient’altro che la verità: match clou contro la Lazio all’Olimpico, ovvero fine dei sogni o speranza che rinasce.