Atene dice no a Gucci, “operazione volgare”

ROMA – Atene dice no a Gucci e il rifiuto è senza appello. Il Partenone non è “in vendita”, quindi, nemmeno per una delle espressioni più alte della moda. A nulla è servita la storia della maison, a nulla sono serviti i soldi per “l’affitto” della location, si parla di 56 milioni di euro, a nulla sono serviti gli illustri precedenti. Dopo il rifiuto ellenico, però, un’altra città d’arte, Agrigento, spalanca le sue porte all’alta moda. La candidatura della città siciliana alla sfilata Gucci è stata formalizzata dallo stesso primo cittadino, Calogero Firetto.

Gucci, quando l’alta moda sposa l’arte

Prima di Atene, Londra. La collezione Cruise 2017 by Gucci fu presentata nell’Abbazia di Westminister solo un anno fa. Fu un successo incredibile. L’Abbazia, palcoscenico di incoronazioni e matrimoni, l’ultimo quello di Wiliam e Kate, prestò le sue navate a modelle e abiti di haute couture. Pochi gli ospiti accreditati e stampa ultra selezionata per non “disturbare” l’ambiente storico monumentale. Rassicurazioni, queste, che non hanno, però, convinto i greci. L’Acropoli resta un sogno proibito per Gucci, per la sua sfilata Cruise 2018 di appena 15 minuti e per i 300 ospiti previsti tra giornalisti, vip e personalità della politica e dell’economia ellenica.

Gucci, Atene non si compra

“Le specificità culturali dei monumenti dell’Acropoli sono incompatibili con questo evento”, hanno spiegato dal consiglio archeologico centrale. Il “no” è stato espresso all’unanimità come ha raccontato il quotidiano ‘Kathimerini’. Ancora più esplicite le motivazioni del ministro della Cultura Maria Andreadaki Vlazaki. “L’Acropoli non è solo un sito del patrimonio mondiale, ma un simbolo per tutta l’umanità, che non può includere operazioni commerciali e il Partenone è il logo dell’Unesco. Il nostro paese è in una situazione finanziaria difficile, ma ciò non significa che possiamo concedere il simbolo del patrimonio mondiale a una sfilata di moda. Certo, può essere alta moda, ma non è compatibile con questa zona”. Per Eugenia Gatopoulou, direttore generale del restauro di musei e opere tecniche del ministero della Cultura ellenico, quella di Gucci è stata una proposta “volgare”, “oltre la ragione” e “offensiva”.

Gucci, nessuna cifra offerta

Dalla maison ci tengono a smentire le cifre, 56 milioni, circolate in questi giorni sull’operazione Atene. “Il nostro marchio – spiegano – non è nuovo a iniziative di questo genere; negli ultimi anni abbiamo collaborato con istituzioni quali Palazzo Strozzi a Firenze, Minsheng Museum a Shanghai, Chatsworth House in Inghilterra e LACMA a Los Angeles. Le speculazioni pubblicate relative a presunti impegni o offerte economiche diretti o indiretti, sono destituite da ogni fondamento”.

Gucci, la candidatura di Agrigento

E’ il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, a candidare la città per la sfilata Gucci. Come ha spiegato il primo alle agenzie di stampa “eventi riservati a pochi ospiti sono oggetto di un regolamento del Parco archeologico della Valle dei Templi e, in linea con le norme nazionali, sono stabiliti canoni e diritti di immagine. Penso che la Valle dei Templi, scelta per altri eventi privati di carattere internazionale, possa essere uno scenario anche più suggestivo dal punto di vista della qualità dell’immagine e della resa pubblicitaria”. “Per Agrigento e per Gucci sarebbe un’opportunità: il reciproco vantaggio è abbastanza ovvio – aggiunge il sindaco di Agrigento -inoltre la nota casa di moda potrebbe rispettare il suo intendimento di realizzare una sfilata tra i templi greci, in un luogo che è patrimonio dell’Umanità dichiarato dall’Unesco”.