Come può fare una ragazza per andare in affido se ha comunque due genitori ma non ci vuole stare...

Come può fare una ragazza per andare in affido se ha comunque due genitori ma non ci vuole stare…

Posso farvi una domanda un po’ strana .. una ragazza per andare in affido se ha comunque due genitori ma non ci vuole stare .. come può fare?

Anonima


Cara Anonima,
anche se non ci dai informazioni molto approfondite, immaginiamo che la tua domanda nasca da un tuo vissuto conflittuale e probabilmente anche doloroso rispetto alla relazione con i tuoi genitori.
Spesso durante la fase adolescenziale c’è un vero e proprio scontro tra titani, e forse chissà i motivi della contesa non sono solo avere una maggiore autonomia, non seguire precisamente tutte le regole, le punizioni o altro, ma è proprio il bisogno del riconoscimento di quel groviglio di emozioni di fragilità e di slanci che il crescere porta con sè…
Nemmeno per i genitori, sai, è così facile relazionarsi con i ragazzi, si sente la responsabilità, a volte prevale la preoccupazione, quel senso assoluto di protezione, altre volte non si riesce a trovare il linguaggio giusto e presi dal dover fare la cosa giusta ci si dimentica anche di quando loro stessi sono stati adolescenti. Non è così scontato farsi vedere dal figlio esposti, vulnerabili, spesso si indossa la maschera del ruolo genitoriale e basta Ma cosa c’è dietro?…
Sicuramente questo non è lo spazio giusto per entrare in merito alla vostra dinamiche familiare, conosciamo davvero pochi elementi, ma proveremo comunque a risponderti.
L’affido non è una procedura semplice ed è vincolata al tribunale dei minori e quindi ad un giudice tutelare che viene nominato per valutare o meno l’idoneità dei genitori a prendersi cura del minore. C’è quindi l’attivazione del servizio territoriale con un assistente sociale che potrà fornire al giudice tutti gli elementi necessari per valutare le dinamiche familiari.
Come vedi è un iter complesso. Se mai tu ti dovessi accorgere di situazioni particolari (incuria, violenza, etc..) puoi sempre rivolgerti ad un Consultorio della tua zona, dove ti accoglieranno e daranno tutte le informazioni a riguardo.
Come èquipe noi non forniamo consulenze legali e quindi non entriamo in merito a certe informazioni più settoriali e specifiche, ma possiamo dirti che ci sono dei casi in cui nonostante non si abbia la maggiore età,  se non si raggiungono accordi con i genitori, il minorenne può ricorrere alla nomina di un giudice tutelare per esprimersi in merito al contraddittorio, tutelando la scelta del minore. Un esempio può essere il caso in cui il minore debba confrontarsi con la decisione o meno di aborto (Art. 12 Legge 194/1978).
Oppure ancora si può ricorrere all’emancipazione del minore. Secondo il codice civile, è considerato minore emancipato colui che abbia compiuto i 16 anni, ma non ancora i 18, che sia stato ammesso dal tribunale per i minorenni a contrarre matrimonio. In tal caso il tribunale, su istanza dell’interessato, accertata la sua maturità psicofisica e la fondatezza delle motivazioni rilevate nell’istanza, sentito il pubblico ministero, i genitori oppure il tutore può, con decreto, ammettere il minore a contrarre matrimonio.
Da quello che hai scritto però ci sembra centrale non l’esigenza di una maggiore autonomia o capacità di poter scegliere autonomamente senza una figura adulta, ma che invece tu richieda una figura che possa accorgersi di te ed essere maggiormente presente.
Non è per nulla facile essere figlio o genitore è una mediazione continua, e se pensi di aver bisogno di un aiuto maggiore a gestire queste dinamiche puoi confrontarti con loro, capire cosa c’è davvero che ti fa chiudere o stare male e trovare nuove strategie anche con l’aiuto di professionisti esperti nelle dinamiche familiari.
Un caro saluto!

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