Mark Zuckerberg Messia 3.0, Facebook la casa di tutti

Mark Zuckerberg MessiaRoma – Mark Zuckerberg Messia 3.0. Il patron di Facebook lancia la sfida all’isolazionismo e a chi vorrebbe ridurre il mondo a piccoli enclave di potere o peggio ancora razziali. Il suo un appello al mondo dei giovani e meno giovani che condividono la vita con gli altri, anche attraverso la tecnologia, senza paura di incontrare la differenza.

Mark Zuckerberg Facebook per un mondo unito dalla tecnologia

Seimila parole. Tante sono bastate al fondatore di Facebook per lanciare il suo “manifesto”. “Ogni anno, il mondo diventa sempre più connesso e questo è considerato positivo, ha scritto. Ci sono, però, ancora persone in tutto il mondo emarginate dalla globalizzazione e movimenti che chiedono di ritirarsi dai rapporti mondiali”. Impossibile non vedere in questo passaggio i nuovi Stati Uniti di Donald Trump o l’Inghilterra della brexit. “In tempi come questi, la cosa più importante che Facebook può fare è sviluppare le infrastrutture sociali per dare alla gente la possibilità di costruire una comunità globale che funziona per tutti noi”.  E ancora “il nostro prossimo obiettivo sarà quello di sviluppare l’infrastruttura sociale per la nostra comunità. Per sostenerci, per tenerci al sicuro, per informarci, per l’impegno civico e per l’inclusione”.

Mark Zuckerberg Messia 3.0

“Le nostre più grandi opportunità sono ormai globali, come diffondere la prosperità e la libertà, la promozione della pace e della comprensione, aiutare le persone povere e accelerare lo sviluppo scientifico”, ha scritto ancora il fondatore del social in blu. Le “sfide più grandi hanno bisogno di risposte globali, come porre fine al terrorismo, la lotta al cambiamento climatico, e la prevenzione delle malattie. Il progresso richiede che l’umanità si riunisca, non solo nelle città o nelle nazioni, ma in quanto comunità globale”. Sfide impegnative e dagli altissimi costi economici e sociali. Zuckerberg ha pensato anche a questo con “l’investimento di sempre maggiori risorse a tale bisogno”, perché “la mia speranza è che un crescente numero di persone impegni la propria energia per costruire l’infrastruttura sociale a lungo termine necessaria a riunire l’umanità”.