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La bufala della casa degli orrori in Irlanda: la verità sugli 800 piccoli corpi

UPDATE: “Non ho mai detto a nessuno che 800 bambini sono stati buttati in una fossa comune. Non ho mai usato la parola “dumped” (“buttati via”, nda). Volevo soltanto che quei bambini non fossero dimenticati”.

Catherine Corless, la storica che ha svolto l’indagine sui bambini scomparsi tra il 1925-1961 dall’orfanotrofio di Tuam, ha voluto puntualizzare le sue dichiarazioni, vista la viralità con cui si è diffusa la notizia del ritrovamento, nel giardino dell’orfanotrofio, di una fossa comune con 800 corpi di bambini. La stessa ricercatrice all’Irish Times, non ha mai detto che la morte di quei bambini fosse collegata alla fossa comune, già rinvenuta negli anni Settanta, da due ragazzini, ma che con i suoi studi voleva appurare l’identità e il numero degli scomparsi, cercando di ricostruire le cause dei decessi. Inoltre, le dimensioni della fossa biologica, dove i bambini sarebbero stati “gettati”, corrisponderebbero ad uno spazio poco più largo di un tavolo da caffè. «Non era in alcun modo possibile che 800 scheletri fossero in quel buco. Non so da dove i giornali abbiano appreso questo dato…. infatti erano circa 20».

Molti ospedali irlandesi avevano un luogo comune di sepoltura per bambini nati morti o deceduti poco dopo il parto. «Questi erano, tavolta, in un cimitero limitrofo, ma più spesso in un’area apposta nei terreni dell’ospedale». Solo di recente si è affermata la tradizione di “restituire” i feretri dei bambini ai genitori, perché li seppellissero in sepolcri familiari. «Finché non si dà prova che sia diverso, la struttura di sepoltura di Tuam va descritta come una cripta sepolcrale comune».

Le testimonianze tratte dai documenti dell’epoca descrivono l’orfanotrofio con toni tutt’altro che drammatici: secondo il rapporto del Board of Health del ’35 era “una delle migliori istituzioni del Paese», mentre nel ’49 un giornale locale parlava di un’ispezione che «ha trovato tutto in ottimo ordine, e si è congratulata con le sorelle per le condizioni eccellent”.

ROMA – Irlanda sotto choc dopo le scoperte effettuate, a Tuam, dalla Mother and Baby Homes Commission of Investigation. Sepolti nei sotterranei di un ex istituto religioso, i resti di quasi 800 bambini scomparsi tra il 1925 e il 1961.

Irlanda la casa degli orrori

796 bambini scomparsi nel nulla. Questi i risultati della Mother and Baby Homes Commission of Investigation dopo le indagini effettuate sui registri di morte di un ex istituto religioso. Piccole vite sepolte, senza neppure una lapide, nei sotterranei della “casa” di Tuam. L’istituto fu gestito, dal 1925 al 1961, dalle suore del Bon Secour. La Commissione, a indagini ancora in corso, parla di una “significativa quantità di resti umani” rinvenuti. Vittime che vanno da feti di 35 settimane a bambini di appena 2 o 3 anni di vita. Tutte per malattie e malnutrizione.

Irlanda la casa degli orrori, svelo squarciato anche grazie al cinema

La Commissione investigativa è stata avviata dopo che il cinema si è occupato di alcune storie riconducibili agli istituti che avrebbero dovuto occuparsi di madri sole e orfani. In particolare due film di grande successo, “Magdalene” e “Philomena”. Pellicole che hanno cominciato a fare luce su questa triste realtà. Realtà che l’Irlanda non ha mai voluto vedere. “Sono notizie tristi e scioccanti anche se non inattese. Da anni vi erano notizie della presenza di resti umani nel sito”. Così il ministro irlandese per l’Infanzia Catherine Zappone. “Oggi, ha poi spiegato, dobbiamo ricordare e rispettare la dignità dei bambini che trascorsero la loro breve vita in questo istituto”. Poi la promessa che “dopo tutti gli esami del caso, sarà data ai resti di questi bambini la dignitosa sepoltura che finora gli è stata negata”.