spazio e scienza

L’uso eccessivo dei social media porta all’isolamento

Roma – I fan dei social media, potrebbero pensare che tutto quel postare e scrivere li aiuti a connettersi nel miglior modo possibile con il mondo. Un ultimo studio, ha però dimostrato esattamente il contrario. L’uso eccessivo dei social media infatti, sarebbe strettamente collegato a livelli sempre più alti di isolamento sociale. Secondo quanto riportato dallo studio, l’isolamento sociale – che gli esperti hanno definito come una mancanza del senso di appartenenza, di un vero rapporto con gli altri e di relazioni – è strettamente collegato a livelli sempre più alti di malattia e morte.

Attualmente infatti, “i problemi mentali derivanti dall’isolamento sociale, sono a livelli altissimi tra i ragazzi”, ha detto il Dottor Brian Primack, a capo dello studio e direttore presso il centro di Ricerche riguardante i Media, la Tecnologia e la Salute dell’Università di Pittsburgh. Secondo quanto scritto nello studio, pubblicato il 6 marzo sull’American Journal of Preventive Medicine, nonostante l’uso dei social media possa alleviare la sensazione di sentirsi isolati, è vero anche che l’uso eccessivo di questi, può portare ad effetti opposti, limitando le interazioni con il mondo reale. Inoltre, i social media possono fornire alle persone l’impressione che la vita degli altri sia migliore e più felice, questo perché sui social si mostra solo ed esclusivamente ciò che si vuole far vedere.

Lo studio è stato condotto su 1700 persone tra i 19 e i 32 anni, alle quali è stato fornito un questionario in cui dovevano esprimere quanto si sentissero isolati e quanto usassero i social media e quanto spesso. La maggior parte dei partecipanti, ha affermato di passare almeno un’ora sui social media ogni giorno e di farne uso circa 30 volte a settimana. Il 27% dei partecipanti invece, ha riportato alti livelli di isolamento sociale. Secondo lo studio, coloro che affermavano di usare più spesso i social media, erano anche coloro che affermavano di sentirsi più isolati.

Fonte www.livescience.com