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Europa League. La Roma non vince più: gara buttata via, il Lione cala il poker

europa leagueROMA – “Terza sconfitta consecutiva. Stop. Gambe e cuore cercasi. Stop”. Eccolo, un ipotetico telegramma per raccontare a qualcuno lontano, la gara dei giallorossi. Dopo lo schiaffo della Lazio ed il graffio del Napoli, arriva il cappotto francese. Tutti a dire: ma la rimonta è possibile. Certo, ci mancherebbe pure che la Roma non tenti, almeno, di battere i transalpini fra una settimana all’Olimpico. Sarà “remuntada dè noantri?” Basta solo attendere; intanto ecco quanto accaduto al Parq Olympique Lionnays nel nostro consueto riassunto.

Tra grinta e regali

Parte bene il Lione: squadra corta, marce basse e buona circolazione di palla. Tanto bene che all’8, è vantaggio rossoblù: Diakhaby è lesto a battere Allison con una deviazione sottoporta, come dire guarda come ti capitalizzo una punizione. La Roma accusa il colpo, avrebbe bisogno dell’episodio, della buona sorte. Ed eccolo l’episodio, sempre a firma Diakhaby: è il 20’ quando il difensore francese, anziché controllare un pallone, ci scivola sopra, spalancando la porta a Salah che, neanche a dirlo, ringrazia, s’invola e pareggia i conti. Ora sono i padroni di casa a barcollare; addirittura paiono crollare al 33’, quando Fazio brucia Tousart sull’elevazione e, di testa, mette la freccia. Si va al riposo con la Roma in vantaggio e la speranza che le cose si siano messe per il verso giusto.

La meglio gioventù

Speranza, si diceva. Speranza che muore dopo nemmeno centoventi secondi. Tanto basta alla gioventù di belle speranze che il Lione mette in campo, per accendersi e dare nota di sé. La combinazione Lacazette-Tolisso, che libera il secondo per la bordata che vale il pareggio, vale da sola il prezzo del biglietto. Allison non può nulla, se non raccogliere la palla in fondo al sacco. La Roma esce dal campo, il Lione ci mette, invece, tutte e due le gambe. Entra altro talento in campo, quel Fekir di cui pare l’Inter cinese sia molto innamorata, anche se in buona compagnia (Arsenal e Bayern ci puntano forte). Ed al 29’ si capisce il perché di tante attenzioni: in mezzo a tre giallorossi, riesce a liberarsi e, con un colpo a giro, porta a tre le marcature lionesi. Spalletti sbanda, Genesio sente aria da k.o. e sprona i suoi. Che lo ripagano al 47’ con Lacazette, gran tiro dalla distanza che manda la Roma al tappetto e i suoi a ballare sotto la doccia. È poker Lione. Appuntamento fra sette giorni all’Olimpico. Spalletti, scuro in volto, dovrà escogitare altro e di meglio per riprendersi l’Europa, altrimenti sarà arduo giustificare l’ennesimo fallimento.