music and future

Aspettando “Tutti su per terra” degli Eugenio in Via Di Gioia

Roma – Esce il 14 aprile per LibellulaTutti su per terra”, il secondo lavoro sulla lunga distanza dei giovani torinesi Eugenio In Via Di Gioia, prodotto da Fabio Rizzo (Dimartino, Niccolò Carnesi) e Marco Libanore. Nove brani tra cantautorato e nu- folk, adagiati su testi che giocano con le parole sia a livello lessicale che fonetico, dando vita ad un immaginario artistico profondamente personale e a tratti stralunato. Un lavoro che racconta una relazione, quella tra l’uomo e il Mondo, del tutto rivoluzionata, capovolta, a testa in giù.

L’album è stato anticipato a febbraio dall’uscita del video di “Giovani Illuminati“, primo videoclip musicale italiano realizzato completamente con la tecnica dell’hyperlapse, (tecnica nella quale la macchina fotografica viene spostata ad ogni scatto di qualche centimetro o metro per svariate volte durante un percorso più o meno lineare): per realizzarlo il regista Dario Calì ha scattato oltre 42mila foto durante 36mila Km di viaggio. La clip racconta come l’uomo moderno possa girare il mondo stando fermo, vivere milioni di vite in pochi minuti, ogni giorno. Per poi rendersi conto, una volta tornato nella propria stanza, che il tempo è trascorso ma lui non si è mosso dalla propria camera. 
La conoscenza è ormai indissolubilmente legata a supporti fuori da noi, senza i quali il lume della nostra ragione si spegne e diventiamo scatole vuote.

Tutti su per Terra” è il resoconto di millenni di evoluzione: l’album racconta i rapporti tra cervello e tecnologia, tra informazione e formazione, tra coscienza personale e opinione collettiva, tra umanità e natura. Così nella copertina Atlante, che un tempo sosteneva sulle proprie spalle la volta celeste, diventa una figura tragicomica, schiacciata dal peso dei propri stessi muscoli e raccolta da una Terra nuda e inerte. Il folk di strada da cui proviene la band è arricchito da batteria, molte percussioni e diverse incursioni di fiati, mentre la fisarmonica abbandona il mondo della tradizione popolare per avvicinarsi ad atmosfere più introspettive, fino ad assumere il ruolo di “pad”. I testi giocano con le parole sia a livello lessicale che fonetico, dando vita ad un immaginario artistico profondamente personale e a tratti stralunato, che se da un lato sembra ancora discendere in linea diretta dall’ironia di Gaber e Jannacci (Sette Camicie, La punta dell’iceberg), dall’altro si apre a momenti più riflessivi (Giovani Illuminati, Chiodo fisso) e pungenti (Selezione naturale, con il feat. del rapper Willie Peyote).

Il disco darà inoltre vita ad un progetto crossmediale tra musica e scienza, grazie all’intervento di “opinion leader” dal mondo della scienza, tecnologia, comunicazione, letteratura e sostenibilità che forniranno un “quote” scientifico per ogni canzone. Il tutto in collaborazione con il divulgatore e giornalista scientifico Andrea Vico.

SUL WEB: www.eugenioinviadigioia.it