spettacolo

Francesco Motta: “Dopo cento concerti ho bisogno dell’analista”

ROMA – Il viaggio di Diregiovani nel mondo della musica prosegue con l’intervista a Francesco Motta, cantautore e polistrumentista intervistato ieri sera in occasione dell’icontro Dichiarazioni d’INDIEpendenza, organizzato dall’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini di Roma.

Un’incontro quello con Motta, arrivato alla fine di un tour lungo e impegnativo che lo ha visto protagonista di circa cento live. Il suo è un cantautorato che funziona e piace. Nessuna forzatura nei suoi racconti tanto autentici e personali, quanto in grado di dare voce ad una generazione un po’ in crisi, cresciuta con tante promesse non troppo mantenute.

L’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini

L’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, hub culturale della Regione Lazio, da tre anni è crocevia di artisti e spettatori e agorà d’incontro tra i suoi 75 allievi e la città. Oltre ad essere centro di formazione artistica per il teatro, la musica e il multimediale sotto la guida rispettivamente di Massimo Venturiello, Tosca e Simona Banchi il progetto – ispirato alle idee e all’opera interdisciplinare del grande poeta, regista, scrittore e osservatore della società italiana – si pone come centro culturale nevralgico e propulsore di eventi che attingono dalle arti sceniche e le riversano nel quotidiano dei cittadini.

Un luogo di produzione, fruizione e diffusione di cultura che vuole respirare e immergersi nel panorama romano. Dopo il successo dell’incontro Raccontare Pasolini, omaggio al pensiero libero e indipendente di uno dei maggiori intellettuali del Novecento italiano a cura di Graziella Chiarcossi, il mese di marzo continua a focalizzarsi sull’arte indipendente.