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Migranti, nuove generazioni alla riscossa: “Siamo italiani”

Reggio Emilia – Li chiamano immigrati di seconda generazione, ma loro si definiscono “nuove generazioni italiane”. E come tali, riuniti in un coordinamento nazionale di associazioni (Conngi) si raccontano per la prima volta da protagonisti in una due giorni di seminario iniziata oggi a Reggio Emilia, che proseguira’ domani a Gattatico a Casa Cervi.

Si tratta della terza edizione -dopo quella di novembre 2015 e aprile 2016- della manifestazione “costruttori di ponti” che vede coinvolti due ministeri (dell’Istruzione e del Lavoro e Politiche sociali), il Comune di Reggio, l’istituto Alcide Cervi, l’Universita’ di Modena e Reggio Emilia, oltre all’associazione interculturale reggiana Mondinsieme, che aderisce a sua volta al coordinamento delle “nuove generazioni italiane”. Ai saluti istituzionali andati in scena questo pomeriggio in sala del Tricolore seguiranno domani a Casa Cervi sei tavoli tematici, condotti direttamente dai giovani italiani di origine straniera -140 gli iscritti- basati sui punti del manifesto programmatico del Conngi. Si parlera’ quindi di scuola, lavoro, cultura, sport, media e partecipazione e cittadinanza e rappresentanza politica, con una tavola rotonda riassuntiva dei lavori della giornata.

“Reggio e’ una citta’ che negli ultimi anni ha affrontato un grande cambiamento socio demografico in cui sono oggi presenti oltre 100 nazionalita’, il 18% della popolazione e’ straniera e percentuali ancora piu’ alte di giovani generazioni di origine straniera, ma nate e cresciute qui”, spiega il sindaco Luca Vecchi. “Il lavoro fatto in questi anni ci ha permesso di essere riconosciuti come una citta’ fortemente orientata al dialogo interculturale e interreligioso e quindi anche citta’ punto di riferimento nazionale sui temi dei diritti civili (con la prima unione gay in Italia, ndr), dei diritti di cittadinanza e del valore della diversita’ culturale come elemento di costruzione delle nostre comunita’ e del futuro delle nuove generazioni”. Per questo, conclude il primo cittadino, “possiamo dire di essere riconosciuti in un’epoca nella quale c’e’ chi alza muri, mette fili spinati e investe sull’idea di una comunita’ chiusa, come una citta’ che ha sauto apririsi e ha saputo creare le condizioni per una buona convivenza civile e anche offrire opportunita’ ai giovani ragazzi nati in famiglie di origine straniera, ma che per quanto ci riguarda sono le nuove generazioni del nostro paese”.

Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Cervi, spiega la genesi del progetto: “Abbiamo visto arrivare a Casa Cervi con le classi sempre piu’ ragazzi provenienti da altre culture, figli di famiglie che vivono qui da diversi anni. Abbiamo visto con i nostri occhi il mondo nuovo. Mi immagino quello che hanno visto i fratelli Cervi quando sul trattore portavano il trattore il mappamondo. Ora che siamo in democrazia e in un mondo in cambiamento ci poniamo le stesse domande: come ciascuno puo’ essere cittadino e puo’ essere protagonista della propria storia e societa’. Per questo lavoriamo insieme ma la novita’ e’ che saranno i ragazzi i veri protagonisti”. Marwa Mahmoud, dell’associazione Mondinsieme e Mohamed Kaabour di “Nuovi Profili Genova”, entrambi componenti del coordinamento delle nuove generazioni, ribadiscono: “Siamo nati o cresciuti all’ombra di principi e valori italiani che sono diventati anche i nostri e di cui rivendichiamo una rappresentanza. Con le istituzioni vogliamo riflettere sul contributo identitario e culturale che le nuove generazioni possono portare al sistema Italia, a partire dal discorso normativo giuridico, molto sentito da almeno 800.000 mila ragazzi e bambini che frequentano le scuole italiane, ma per lo Stato sono solo dei soggiornanti”. E proprio dalla scuola puo’ partire l’integrazione culturale perche’, viene sottolineato, “i giovani di origine straniera, a contatto con piu’ culture, sono dei mediatori naturali”.

FEDELI: STANZIATI 50 MILIONI EURO PER INTEGRAZIONE

Uscira’ in questi giorni un bando del ministero dell’Istruzione che destina 50 milioni di fondi europei (Pon) alle scuole italiane per potenziare, “anche in orario extrascolastico” le politiche di integrazione. Promuovendo in particolare “la conoscenza del fenomeno migratorio” e lavorando sulle competenze linguistiche di base “delle nuove e dei nuovi italiani”. Lo annuncia il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli in un messaggio inviato a Reggio Emilia. “Siamo determinati a fare della scuola e dell’universita’ motori dell’integrazione e dell’accoglienza della diversita’”, aggiunge Fedeli.