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Il punto sulla Coppa Italia: Lazio e Juventus, a voi la finale

Coppa Italia Lazio JuventusROMA – Sarà la rivincita del 2015? Per saperlo, basterà attendere il 2 Giugno: Lazio e Juventus di nuovo di fronte, pronte a contendersi la Coppa Italia. Eccole dunque, le due finaliste. Che in verità, grosse ipoteche sull’ultimo atto le avevano già messe nelle gare di andata. Nel derby della Capitale, la “remuntada dè noantri” a cui ambiva la Roma, rimane lettera morta, anzi: la Lazio, non solo infilza due volte la truppa di Spalletti, ma dopo il gol che chiude i giochi a firma Ciro Immobile, si rilassa così tanto da regalare due (inutili alla causa) marcature ai giallorossi. Mai sconfitta fu più dolce, giurano dalle parti di Formello. A Napoli, invece, il secondo ritorno del Pipita nell’arco di quattro giorni, non altera il finale di spettacolo, che dice ancora Juventus. Certo, il Napoli ha provato, dopo il secondo gol del centravanti bianconero, a fare di più, ed in parte c’è riuscito: i colpi di Mertens ed Insigne fiaccano la Juve ma non la abbattono. A Roma, a festeggiare la finale e la Repubblica, ci sarà Allegri e la sua band. Ecco i nostri riassunti.

NAPOLI-JUVENTUS=3-2

La gara delle differenze. Napoli-Juventus, atto secondo, è stato un match completamente diverso da quello di campionato di quattro giorni fa. Altra Juventus, altro Napoli, stessa tensione, risultato che cambia nella forma, ma non nella sostanza. Allegri, rispetto alla gara di campionato, picchia per primo e picchia duro, mordendo a centrocampo, facendo suo il principio che la miglior difesa è l’attacco. Il toscano sa anche che un gol complicherebbe i piani del Napoli, spinto da cinquantacinquemila cuori azzurri. È Higuain a sbrogliare la gara: sua la prima rete, con dedica polemica verso il Presidentissimo. Il Napoli non si rialza, almeno fino al pareggio di Capitan Marechiaro a inizio ripresa. Poi, Higuain rimette la freccia; Sarri la butta sull’orgoglio e prima Mertens, poi Insigne riaccendono la speranza. Che però rimane tale: il Napoli si ferma sul più bello, la Juve tiene botta, resiste e, alla fine, festeggia la terza finale in tre anni. Chapeau.

ROMA-LAZIO=3-2

Vola in finale eliminando gli acerrimi rivali. Fa bingo la Lazio di Inzaghi che, pur perdendo allo scadere, si regala (ieri il tecnico laziale ha festeggiato quarantuno anni, ndr) la finale di Roma contro i detentori bianconeri del trofeo. Lo fa alla fine di due derby che aggiungono un nuovo capitolo nel grande libro intitolato “Derby di Roma”. Le due gare hanno detto che la Lazio gioca un gran bel calcio e ha meritato il passaggio del turno, mentre la Roma ha ancora pericolosi black out (vedi derby d’andata) che ne penalizzano percorsi e potenzialità. La Lazio ha il volto raggiante di Ciro Immobile, sempre più trascinatore, la Roma quello teso e nervoso di Radja Nainggolan, bersaglio preferito dei laziali sui social dopo la rovinosa profezia (“Vinciamo la Coppa Italia, ve lo dico io. Fidatevi. Abbiamo due partite con la Lazio, le vinciamo tutte e due, ve lo dico io”). Anche questo è derby, anche questa è Roma.