sport

Champions League: Dybala super, Barcellona piegato

Champions LeagueROMA – Semplicemente fantastica. La notte che vive la Juventus è direttamente proporzionale alla partita giocata contro Messi & Co. Tre gol ed una supremazia che non ammettono repliche: su tutti Dybala, autore di una dirompente doppietta. La terza marcatura è a firma Chiellini, che si riscatta dopo un periodo complicato. Mercoledì prossimo il ritorno al Camp Nou: è già scattata la retorica della “remuntada” e del “mès que un club”; la Juve dovrà fidarsi solo di sé stessa e giocare da Juventus, come fatto stasera, perché i catalani useranno tutte le armi a loro disposizione. Allegri però non è Emery e la Juventus non è il PSG. E questo non è cosa da poco.

Champions League: pazzi di Joya

Bum bum! Dybala che bussa due volte nello spazio di ventidue minuti e il Barcellona con Neymar, Messi e Suarez schierati che non riesce nemmeno a farti il solletico. Nemmeno il più ottimista dei quarantamila tifosi che assiepano lo Stadium avrebbe osato tanto. Eppure è realtà, la Juve gioca forte, corre, soffre e, quando può, picchia duro. Valga d’esempio la seconda rete di Dybala, costruita con una fuga da centometrista e conclusa con tocco da rifinitore da quel Mario Mandzukic che i momenti top non li sbaglia mai: l’assist per l’argentino dimostra che tutti fanno tutto in questa Juve. Citazione in linea con quanto detto per Capitan Buffon: se, con la gara sul due a zero, non sfoggiasse il paratone su Iniesta lanciato da Messi probabilmente parleremmo di un’altra partita.

Champions League: mix perfetto

Se per sbloccarla c’è voluto il genio della gioventù di Paulo Dybala, a chiudere la contesa è servita la sana cattiveria di Giorgione Chiellini. Sua la zuccata che significa tris, un uppercut che stende al tappeto la svogliata e sconclusionata brigata di Luis Enrique. L’allenatore mette le mani avanti, stavolta, parlando di “impresa difficile” quando gli domandano che percentuali ha la sua squadra di ribaltare il pesante parziale.

Ora è tutto nelle mani della Juventus; primo comandamento: non sentirsi né arrivati tantomeno qualificati. Secondo proposito prima di salire sull’aereo per Barcellona: non dimenticarsi mai di essere la Juventus, che serate come queste le ha impresse nel suo DNA. Da ultimo: giocare da Juventus e regalarsi una semifinale che sa di gioiello puro. Per incastonarlo ci sarà tempo: hai visto mai che i regali non finiscano lì.