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Oceani alieni: la NASA a caccia di vita su Encelado, la luna di Saturno

ROMA – C’è vita su Encelado?

La misteriosa luna di Saturno si avvicina sempre di più alla definizione di “mondo abitabile”.

Nuovi dati ottenuti dalla missione Cassini della NASA e dal telescopio spaziale Hubble indicano la possibilità di vita microbica sul satellite.

Gli stessi tipi di reazioni chimiche che sostengono la vita nei pressi di sorgenti idrotermali d’altura qui sulla Terra, potrebbero potenzialmente essere presenti nell’oceano sotto la superficie di Encelado.

Questo tipo di reazioni dipendono dalla presenza di idrogeno molecolare (H2), probabilmente prodotto da reazioni tra acqua calda e roccia all’interno della luna.

Lo studio, pubblicato il 13 aprile sulla rivista Science, è stato presentato durante una conferenza stampa della NASA.

Vita su Encelado possibile grazie alla “metanogenesi”

La vita come noi la conosciamo richiede tre cose per esistere in un mondo: acqua, energia e chimica appropriata.

encelado1 – Acqua

Nel 2005, grazie ai dati ottenuti dalla sonda Cassini della NASA, gli scienziati avevano scoperto l’esistenza di acqua allo stato liquido all’interno di Encelado, uno degli ingredienti chiave necessari per la vita come noi la conosciamo.

La sonda osservò  dei geyser di ghiaccio d’acqua eruttare da fessure vicino polo sud di Encelado.
Gli scienziati pensano che questi pennacchi siano generati da un oceano considerevole sepolto sotto il guscio ghiacciato del satellite.

Ma il nuovo studio suggerisce che il satellite possiede un altro ingrediente chiave: una fonte di energia.

2 – Fonte di energia

Un team di ricercatori guidato da Hunter Waite, del Southwest Research Institute (SwRI) a San Antonio, ha analizzato le osservazioni fatte da Cassini durante il suo volo finale attraverso i pennacchi di gas della luna nel mese di ottobre 2015.

Dai dati è emerso che questi pennacchi sono composti per il 98 per cento da vapore acqueo, circa l’uno per cento di gas idrogeno, e il resto un mix di ammoniaca, metano e anidride carbonica.

Una fonte potenziale di energia necessaria per lo sviluppo della vita.

I microbi sono stati trovati in sorgenti idrotermali su fondali oceanici della Terra, in luoghi precedentemente pensati inospitali per qualsiasi vita.

Sostanzialmente, sono il fondo della catena alimentare per gli ecosistemi che includono gamberi e altre piccole forme di vita marine.

Se è presente una potenziale fonte di energia, la vita microbica può sopravvivere anche in assenza di sole.

3 – Chimica

La produzione di gas idrogeno richiede una fonte geochimica, che in questo caso è l’interazione tra acqua e roccia sotto l’oceano.

Attraverso un processo di reazione chimica nota come “metanogenesi”, potenziali microbi potrebbero ottenere l’energia necessaria combinando l’idrogeno con l’anidride carbonica disciolta nell’acqua.
Il metano, un sottoprodotto di questo processo, è di fondamentale importanza per la vita sulla Terra.

Trovare il gas idrogeno nei pennacchi della luna di Saturno, significa che la vita su Encelado è possibile: avrebbe, infatti, tutti gli ingredienti necessari per sostenere la vita.

vita su enceladoEncelado, il fascino misterioso della luna di Saturno

La luna di Saturno Encelado, con un diametro di 505 chilometri, è abbastanza piccola da stare dentro i confini dello stato dell’Arizona.
Nonostante le sue temperature fredde, il satellite ospita acqua allo stato liquido sotto la sua superficie.
Anche se piccola, la luna brilla.

La sua superficie ghiacciata riflette più del 90 percento della luce che cade su di essa, ed è uno degli oggetti più brillanti del sistema solare.
Tuttavia, poiché riflette la luce solare anziché assorbirla, raggiunge temperature fino a meno 201 gradi C.

Scoperto il 28 agosto 1789 da Sir William Herschel, è la sesta luna di Saturno in ordine di grandezza (il pianeta degli anelli ha più di 60 satelliti naturali).

Prende il nome dal gigante della mitologia greca, sepolto dalla dea Atena sotto l’isola di Sicilia.

“Il mito narra che l’attività vulcanica dell’Etna sia originata dal respiro infuocato di Encelado, mentre i tremori della terra durante i terremoti, dal suo rotolarsi sotto la montagna a causa delle ferite (miti simili sono narrati per Tifone e Vulcano).
In Grecia, un terremoto è ancora poeticamente chiamato un ‘colpo di Encelado'”