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Champions League, la Juve sbanca Monaco con una doppietta di Higuain

champions league higuainROMA – L’aveva desiderata così, Allegri. Perfetta, inattaccabile, vincente. E così è stata. La Juventus che se ne torna a Torino con due gol di vantaggio e almeno la prenotazione dei posti aerei per Cardiff (per saldare il tutto si può attendere martedì prossimo) è il frutto dell’ennesima dimostrazione di forza dei bianconeri.

I successi dei torinesi hanno lo stesso comun denominatore, da parecchio tempo, ormai: difesa di ferro, un Buffon da format internazionale e un Pipita bello da vedersi ed efficace come pochi centravanti in tutto il mondo. Ora, la prossima settimana, il ritorno allo Stadium. Solo novanta minuti, da giocarsi con accortezza, e sarà finale, verosimilmente la madre di tutte le finali al cospetto, ancor più verosimilmente, di Cristiano Ronaldo e del suo Real.

Champions League: samba e tango

Contenere e poi colpire. Era accaduto contro il Barcellona dei funamboli, è accaduto con il giovane Monaco. Mbappè spaventa? Farlo sfogare, e come possibile, provare ad offendere. La solidità della retroguardia e le grandi mani di Buffon impediscono che il piano di Jardim (“Segneremo all’andata ed al ritorno”) prenda corpo. Se poi sei la squadra che non dispone né di Dani Alves tantomeno del Pipita, allora si fa davvero dura.

Ed il vantaggio bianconero, al 29’, è davvero un’esibizione di samba e danza tangueira: la corsa del brasiliano per recuperare un pallone che sembrava perso e metterlo al centro –di tacco!- per l’argentino e la conclusione di destro del centravanti sono delizie per gli occhi. E un pezzo della cartina di Cardiff in tasca.

Champions League: Pipita da K.O. 

La gara non cambia nella ripresa, anzi. Ora è proprio la partita che voleva fare la Juventus. I monegaschi capiscono che qualcosa in più devono osare, altrimenti a Torino si va per la firma e basta. Falcao, Mbappè, però, non spaventano, non incidono e quando provano ad usare le cattive maniere è sempre capitan Buffon a fare da paciere. Poi, la difesa a tre con la BBC che nulla concede, consente a Pjanic e Marchisio di dettare tempi e cucire manovre, e ad Alex Sandro e Dani Alves di accelerare e rallentare come si conviene. E al 14’ è ancora il carioca nella parte del mattatore: un cross dei suoi diventa capitale da sfruttare per Higuain che brucia l’ex granata Glik (male male la sua gara da cuore Toro) e raddoppia. Solo al novantesimo i francesi mettono fuori la testa (zuccata di Germain) ma Buffon dice di no. E, in quel momento, dai suoi guantoni, tira fuori l’altra metà della cartina di Cardiff.