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Attentato a Manchester il cordoglio dei leader mondiali

ROMA – E’ un giorno triste quello appena cominciato, l’attentato a Manchester ha scosso tutto il mondo. Impossibile restare indifferenti alla notizia. La festa di giovani e giovanissimi, il concerto della pop star americana Ariana Grande, sconvolta dalla follia terroristica. Unanime il cordoglio dei politici e dei capi di Stato.

Attentato a Manchester il cordoglio dei leader mondiali

Dalla Cina all’Italia, la condanna per l’attentato a Manchester è unanime. Xi Jinping, presidente della Cina, ha immediatamente telefonato alla regina Elisabetta II per porgere le condoglianze sue e dell’intero popolo cinese ai famigliari delle persone che hanno perso la vita al concerto di Manchester. Dalla lontana Australia, il premier Malcom Turnbull ha espresso ferma condanna per il “brutale attacco contro giovani vite”. Di barbaro attacco contro vittime innocenti ha parlato, invece, Nicola Sturgeon, leader della Scozia. “Tristezza e orrore” sono i sentimenti a caldo della cancelliera Angela Merkel. In una nota, Merkel ha espresso la “vicinanza della Germania al Regno Unito” e ribadito che “il presunto attacco terroristico” all’Arena Manchester “non farà che rafforzare la nostra determinazione a lavorare coi nostri amici britannici contro chi commette atti tanto inumani”.

Attentato a Manchester il cordoglio italiano

“L’Italia si unisce al popolo e al governo britannici. I nostri pensieri alle vittime dell’attacco di #Manchester e alle loro famiglie”. Questo il tweet del nostro presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Sempre su Twitter si è espresso anche il ministro degli Esteri Angelino Alfano. “Cordoglio e dolore per quanto accaduto a Manchester”, scrive Alfano. “Siamo vicini al popolo britannico, al governo, ai feriti e alle famiglie delle vittime”, ha poi aggiunto. “Ho chiesto immediatamente agli uffici di verificare la possibilità di poter avere oggi in tutte le scuole, di ogni ordine e grado, un minuto di silenzio a mezzogiorno per le vittime di Manchester. Per ragionare su cosa è accaduto e riconnettersi con il contrasto alla violenza per la cultura alla legalità. Mi è sembrato anche questo un gesto educativo”. Così il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli a margine della manifestazione ‘Palermo chiama Italia’ nell’aula bunker del carcere Ucciardone.