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Miur e Ocse insieme per parlare di sicurezza ed edilizia scolastica

ROMA  – Edilizia, sicurezza e innovazione degli ambienti scolastici. Questo il tema del seminario internazionale ‘Space for learning. Bridging innovation and safety in school buildings’ organizzato dal ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca in collaborazione con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico dal 23 al 25 maggio nella sede Miur a viale Trastevere a Roma e che si chiudera’ giovedi’ 25 con la visita dei delegati Ocse nei comuni di Amatrice e Cittareale.

Edilizia scolastica questione molto sentita da genitori e alunni

“L’edilizia scolastica e’ questione molto sentita in Italia e spesso vissuta con molte ansie da parte delle famiglie” dichiara il sottosegretario di Stato al ministero dell’Istruzione Vito De Filippo, che, in apertura dei lavori della prima giornata, ha sottolineato l’importanza del seminario per fare il punto sugli ultimi interventi del governo e “sull’impegno per l’innovazione in linea con il Piano Nazionale Scuola Digitale”. Un impegno che ha coinvolto diversi attori nel ridisegnare una governance in grado di gestire e coordinare le azioni e le varie linee di finanziamento, a partire dalla creazione del Fondo unico per l’edilizia scolastica che, sottolinea il direttore generale per interventi in materia di edilizia scolastica Simona Montesarchio, “ha consentito di riportare all’unita’ gli interventi”, concretizzati in diverse programmazioni. Da Scuole Sicure ai mutui Bei, al concorso Scuole innovative, fino agli interventi di adeguamento sismico delle strutture con azioni di prevenzione legate ad indagini diagnostiche su solai e controsoffitti e ad indagini di vulnerabilita’. Una strategia che vuole inserirsi con maggiore concretezza nel Leep – il programma di valutazione degli ambienti di apprendimento Ocse – che, come ha spiegato la Direttrice del Programma di valutazione degli ambienti di apprendimento Leep – Direzione per l’istruzione e le competenze dell’Ocse Julie Velissaratou, ha l’obiettivo “di sviluppare linee guida basate su evidenze scientifiche e l’interconnessione tra apprendimento e ambiente”.

Edilizia scolastica, gli esempi virtuosi

Ambiente sicuro e innovativo, come nella scuola primaria di Selva Candida a Roma, costruita con il finanziamento Scuole Nuove e un contributo pari 3.439.671 euro. O come nella scuola dell’infanzia di Castel di Sangro, nell’aquilano, sostenuta dal progetto Scuole Sicure con un contributo di 295.000 euro. Sono solo due degli esempi virtuosi scelti dal Miur per una gallery allestita per illustrare agli ospiti del seminario i risultati delle politiche del governo, che mirano anche ad un coinvolgimento piu’ diretto di studenti, famiglie, dirigenti scolastici e docenti attraverso la diffusione della cultura della sicurezza. Sono state proprio le scuole, con il concorso #lamiascuolasicura, le protagoniste della Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, istituita per il 22 novembre in ricordo del tragico incidente avvenuto nel 2008 nel liceo ‘Darwin’ di Rivoli, in provincia di Torino, che causo’ la morte del diciassettenne Vito Scafidi a causa del crollo di un soffitto. Uno spot, un’app, delle magliette con spillette e un cortometraggio. Questi i prodotti mostrati nel corso del seminario e realizzati dalle scuole vincitrici per sensibilizzare sul tema della sicurezza, a poche settimane dal sisma del centro Italia che ha riportato il tema alla ribalta del dibattito nazionale. E proprio sulla prevenzione del rischio sismico nelle scuole e’ stata dedicata la seconda parte della prima giornata, con gli interventi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e del dipartimento di Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri che hanno portato all’attenzione di esperti internazionali l’esperienza dell’ultimo sisma e i risultati di EduRisk, il progetto educativo dell’Ingv, e della campagna ‘Io non rischio’. Un momento di confronto fecondo con le legislazioni e le politiche attive in altri Paesi ad elevato rischio sismico, dal Giappone al Messico, alla Nuova Zelanda, al Portogallo.

Credits: Stefano Costa