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Scuola, Seminario Miur-Ocse, spazi innovativi per una nuova didattica

ROMA – Innovare gli ambienti di apprendimento in linea con i nuovi metodi didattici. Questo il tema della seconda giornata del seminario internazionale ‘Space for learning. Bridging innovation and safety in school buildings’,  organizzato dal ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca in collaborazione con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che si e’ svolto ieri e oggi nella sede del Miur a viale Trastevere a Roma e che si chiudera’ domani, giovedi’ 25, con la visita dei delegati Ocse nei comuni di Amatrice e Cittareale.

Seminario Miur-Ocse, parola d’ordine sicurezza

Edilizia sicura, riqualificazione, prevenzione antisismica e nuove forme di finanziamento, le questioni al centro del dibattito nell’apertura di giornata, in cui si sono confrontati istituzioni, esperti italiani ed internazionali e rappresentanti di Ocse, Banca europea degli investimenti, Banca mondiale, Inail e Cassa depositi e prestiti. “Una ricchissima serie di interventi che ha consentito di affrontare il problema della sicurezza da tantissimi punti di vista”, sottolinea il capo gabinetto del Miur Sabrina Bono, che ha aperto i lavori del tavolo di oggi, tutto dedicato al legame tra innovazione didattica e adeguamento delle infrastrutture scolastiche alle nuove esigenze di apprendimento, alla creazione di nuovi spazi, definiti “flessibili”. Una scuola che sia luogo di trasmissione di “competenze”, non solo “conoscenze”, con i docenti chiamati a gestire “dinamiche trasversali e pluridisciplinari”, a “guidare ad un uso critico delle tecnologie, ad educare ai lavori di gruppo, alla legalita’, alla costruzione di una nuova cittadinanza digitale”. Per fare delle scuole dei “civic center, aperti al territorio e con ambienti fruibili anche fuori dall’orario scolastico, come biblioteche e palestre”.

Seminario Miur-Ocse, spazi innovativi per la didattica

E sull’importanza di questo legame hanno insistito Julie Velissaratou e Alastair Blyth del Learning Environments Evaluation Programme (Leep) dell’Ocse, il programma che, attraverso una serie di questionari somministrati a scuole, docenti e studenti, analizza l’influenza tra ambiente di apprendimento e risultati educativi, a partire da curiosita’, empatia, resilienza e capacita’ di lavorare in gruppo. Scuole che, dalla Finlandia al Giappone, dalla Grecia al Portogallo, dall’Australia all’Italia, quando offrono ai propri studenti la possibilita’ di interagire con spazi innovativi, rompendo con lo schema dell’aula chiusa con cattedra-banchi, sembrano assolvere meglio al proprio compito di formazione e inclusione. Questi i temi presenti anche nell’agenda di governo con il concorso Scuole Innovative per la progettazione di 51 edifici scolastici finanziati da 350 milioni di euro previsti nella Buona Scuola. Un concorso in cui architetti e ingegneri sono chiamati a pensare gli spazi di apprendimento accanto a docenti e studenti, che hanno realizzato video, disegni e plastici immaginando la propria scuola ideale. Tra i progetti delle scuole vincitrici presentati nel corso del seminario quella dei due plessi del circolo didattico ‘G. Rodari’ di Villabate, in provincia di Palermo, che hanno realizzato un video su una parodia in dialetto siciliano della canzone di Jannacci ‘Vengo anch’io’ e un plastico della loro ‘Scuola evoluta’, con tanto di parco, laboratori e biblioteca digitale. E ancora un video realizzato dagli studenti dell’istituto comprensivo ‘Oberdan’ di Terni che, nonostante la carenza di spazi della scuola ospitata in un condominio, sono riusciti a organizzare nel corso degli anni corsi per la certificazione della lingua inglese, di pet therapy per ragazzi con problemi di apprendimento, un orto scolastico, un’officina robotica e, grazie al concorso, avranno nella loro scuola un laboratorio polivalente per videomaker.

Seminario Miur-Ocse, edifici prima forma di educazione

“Gli edifici sono la prima forma di educazione, progettare e’ voce del verbo amare. I bambini hanno molte cose da raccontarci anche dal punto di vista della progettazione”, spiega l’architetto Mario Cucinella, che sottolinea: “Se la scuola la costruiamo con i ragazzi facciamo un doppio lavoro, perche’ intercettiamo i loro desideri”.  “L’intervento sull’edilizia scolastica e’ a 360 gradi e sta nel contesto delle innovazioni contenute nella Scuola Digitale – ha dichiarato nel suo intervento il misistro dell’Istruzione Valeria Fedeli-. L’edilizia e’ parte dell’innovazione complessiva della scuola, sta insieme agli investimenti fatti sul digitale, sulla formazione dei docenti, sulla scelta di rendere sempre meno precario il lavoro degli insegnanti e di tutto il personale della scuola, sulle scelte per avere innovazione di qualita’ e di contenuto. Aver coinvolto studenti e docenti dentro una progettazione nuova crea una relazione nuova anche con chi la scuola la deve poi progettare concretamente e questo e’ particolarmente importante. Talmente forte e’ la convinzione delle nostre politiche sull’edilizia scolastica – conclude il ministro- che oltre agli investimenti c’e’ una visione che attiene ad una lettura dell’Agenda 2030, con una connessione con i 17 Goals li’ proposti”.

(Foto di Stefano Costa)