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“Prigioniera in casa mia”, Camilla e Carlo d’Inghilterra: i primi anni insieme

Camilla e CarloROMA – Camilla e Carlo d’Inghilterra. Una storia che dura da anni ma che non ha passato momenti facili. A raccontarlo è la stessa Camilla a You del Mail on Sunday in una lunga intervista.

Camilla e Carlo d’Inghilterra: l’odissea post scandalo

Gli anni in cui la relazione con il Principe Carlo uscì allo scoperto sono stati per la duchessa di Cornovaglia una vera e propria odissea. Reazione naturale del pubblico: un’ostilità scaturita dall’affetto per Lady Diana. Come se non bastasse, ai tempi anche i media avevano un’attenzione spropositata per la coppia. Tanti i paparazzi sempre appostati sotto casa di Camilla e a Buckingham Palace.

“Non potevo uscire, ero prigioniera in casa mia”, ha, infatti, rivelato Camilla. “È stato davvero orribile, – ha aggiunto – non augurerei una cosa del genere nemmeno al mio peggior nemico. Non sarei sopravvissuta senza la mia famiglia”. Nello specifico, i figli Tom e Laura, avuti dal matrimonio con Andrew Parker Bowles, dal quale ha divorziato nel 1995. Grazie alle loro visite, la duchessa ingannava il tempo. In loro assenza, leggeva molto e imparava a dipingere.

Camilla e Carlo si sono conosciuti intorno al 1971. Incontro che ha segnato un colpo di fulmine che si è trasformato in una lunga e duratura storia d’amore. Una storia che ha superato i precedenti matrimoni di entrambi e le critiche della famiglia reale e di chiunque ne è appassionato. Così il matrimonio nel 2005 e la vita reale insieme.

Una vita ufficiale a cui, tutt’ora, impara ad abituarsi giorno dopo giorno. “Vivo in compagnia dell’adrenalina. Al mattino ti svegli e pensi di non potercela fare, – ha spiegato – ma poi lo fai, devi farlo. Se sei una persona positiva è più facile. La gente è sempre come un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Io penso positivo”. Adrenalina ma anche tanto umorismo. Questo quello che le fa superare anche le situazioni più complicate. “Spesso, – ha raccontato – davanti a situazioni davvero particolari, quando qualcosa per esempio non funziona come dovrebbe, faccio fatica a non scoppiare a ridere”. E sul suo ruolo, meglio non prendersi troppo sul serio: “A volte mi dico: ‘Chi è questa donna? Non posso essere io’. Solo così si sopravvive”.