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E’ morta in guerra Ayse Deniz Karacagi, l’attivista raccontata da Zerocalcare

ROMA – “E’ sempre antipatico puntare i riflettori su una persona specifica, in una guerra dove la gente muore ogni giorno e non se la incula nessuno. Però siccome siamo fatti che se incontriamo qualcuno poi per forza di cose ce lo ricordiamo e quel lutto sembra toccarci più da vicino, a morire sul fronte di Raqqa contro i miliziani di Daesh è stata Ayse Deniz Karacagil, la ragazza soprannominata Cappuccio Rosso. Turca, condannata a 100 anni di carcere dallo stato turco per le proteste legate a Gezi Park, aveva scelto di andare in montagna unirsi al movimento di liberazione curdo invece di trascorrere il resto della sua vita in galera o in fuga. Da lì poi è andata a combattere contro Daesh in Siria e questa settimana è caduta in combattimento. Lo posto qua perché chi s’è letto Kobane Calling magari si ricorda la sua storia”.

Ayse Deniz Karacagil

E’ stato lo stesso Zerocalcare su Facebook a dare la notizia della scomparsa di Ayse Deniz Karacagil, un’attivista per alcuni una terrorista per altri, che ha scelto di sposare la causa dei curdo-siriani e combattere l’Isis. Ayse, chiamata Cappuccio Rosso, faceva parte della Ypj, divisione femminile delle milizie curde nata per combattere lo Stato Islamico. Aveva già combattuto nel conflitto per la liberazione di Raqqa e della regione di Rojava.

Kobane calling

Kobane Calling.  Tre i viaggi, Turchia, Iraq, Siria, il Kurdistan come i telegiornali non li raccontano. Le macerie di Kobane e un popolo intero in guerra per difendere il proprio diritto a esistere, proteggendo labili confini la cui esistenza non è sancita da nessun atlante geografico. Zerocalcare ci racconta, con sguardo lucido e solo a tratti ironico, una delle più importanti battaglie per la libertà silenziosamente in corso al mondo. Un libro importante, difficile da inquadrare in poche parole, che raccoglie le due storie già apparse su Internazionale e quasi duecento pagine in più di diario di quei viaggi nel Rojava, la regione che i curdi stanno cercando di trasformare in un’utopia democratica senza uguali in Medio Oriente e forse al mondo.