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Italia e Iran, un memorandum per conoscersi attraverso la musica

Italia e Iran memorandumROMA – La musica per conoscersi e riconoscere un patrimonio comune alle tre culture monoteiste. È lo spirito che anima il memorandum biennale di intesa in campo artistico, musicale e di ricerca musicologica firmato da Italia ed Iran il 29 gennaio scorso, dopo il successo di ‘Suoni per l’Iran’, realizzato nell’estate del 2016. È il maestro Damiano Giuranna, didatta, direttore musicale della ‘World Youth Orchestra’ e presidente dell’omonima Fondazione, a raccontare a diregiovani.it un progetto fortemente voluto dal ministero della Cultura della Repubblica islamica dell’Iran, sostenuto dal ministero degli Affari Esteri italiano e promosso proprio dalla World Youth Orchestra. “Era da tanti anni che intendevamo lavorare con l’Iran, uno dei piu’ grandi Paesi per cultura e per storia, ricco di assonanze caratteriali e umane con l’Italia- spiega Giuranna-. Il progetto si e’ finalmente realizzato grazie alla grande attenzione del ministero della Cultura della Repubblica Islamica dell’Iran, che ha visto nella fondazione uno strumento per aprirsi al mondo e piantare il seme di una nuova collaborazione in ambito culturale, musicale e formativo”. Un progetto formativo, prima che artistico, che portera’ docenti italiani e stranieri in Iran e giovani musicisti iraniani in Italia, e che e’ stato accolto in maniera “trionfante” dalle autorita’ iraniane: “Ad agosto, quando abbiamo aperto questo cammino con venti giorni di musica insieme, siamo stati accolti come dei principi. Noi abbiamo girato tutto il mondo, ma mai abbiamo avuto un’accoglienza e una cura come in questo Paese”, continua Giuranna, che sottolinea il ruolo di apripista della World Youth Orchestra nel favorire gli scambi Italia-Iran in campo artistico e musicale: “Il prossimo luglio Muti ospitera’ il coro e l’orchestra di Teheran qui in Italia, qualche mese fa il Festival Puccini e i musicisti dell’orchestra di Teheran hanno suonato insieme in Iran. Sono felice che questa possibilita’ di collaborazione con altre realta’ musicali italiane sia ormai un fatto concreto”.

Cinque sono le attivita’ previste nel memorandum: alta formazione musicale, performance comuni tra World Youth Orchestra e orchestra sinfonica di Teheran in Iran e Italia, studio di ricerca sui processi di civilizzazione attraverso i processi musicali, scambi di ricercatori e studenti e scambi di lavoro ed esperienze sulla musica religiosa. È questo uno dei punti piu’ interessanti dell’intesa: “Daremo a quattro giovani compositori iraniani e a quattro compositori italiani la possibilita’ di comporre otto brani originali utilizzando pero’ l’altrui cultura religiosa- spiega il direttore-. Quindi i quattro compositori italiani comporranno dei brani originali usando dei testi religiosi appartenenti alla cultura islamica, mentre i quattro compositori iraniani utilizzeranno dei testi religiosi provenienti dalla cultura cristiana. Questo e’ un fatto unico, voluto proprio dal ministero della Cultura iraniano, a testimoniare una volonta’ politica esplicita di collaborazione anche attraverso questo sentire religioso, direi attraverso la cultura religiosa”. Obiettivo di questa parte del progetto, che verra’ realizzata entro un anno, e’ di “aprire un varco tra la gente per una comprensione maggiore dell’altrui cultura religiosa”. Un’attenzione che l’Iran ha mostrato in particolare verso la tradizione musicale religiosa italiana del periodo barocco, su cui verra’ strutturato “un percorso di formazione e un concerto finale, che coinvolgera’ la nostra orchestra e un coro di giovani cantanti iraniani qui a Roma e nel loro Paese”. Ma Giuranna non vuole sentir parlare di fondamentalismi, perche’ si tratta di “follie presenti in ogni epoca storica” e provenienti dalle aree geografiche piu’ diverse: “Noi vogliamo arrivare al punto, al nocciolo della questione. In fondo, le tre culture monoteiste sono la nostra storia, hanno in comune tanti significati e su questi noi vogliamo lavorare per trovare gesti che portino da una visione utopica di una fratellanza universale alla sua possibile concretezza”.