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Codice Criminale, Michael Fassbender outsider maledetto al cinema

codice criminaleROMA – Una famiglia di criminali da generazioni, una vita vissuta tra il rispetto di questa e il desiderio di cambiare. È questa la storia portata sullo schermo da Codice Criminale, con Michael Fassbender e Brendan Gleeson, al cinema da domani.

Codice Criminale, sinossi

Diretto da Adam Smith, il film racconta la quotidianità dei Cutler, una famiglia che vive nel Gloucestershire, una piccola contea nel sud-ovest della Gran Bretagna, tra rapine e inseguimenti con la polizia. 

Chad, il personaggio di Fassbender, è tormentato tra il rispetto che nutre verso suo padre, il capobanda Colby interpretato da Gleeson, e il desiderio di dare una vita migliore a sua moglie Kelly e ai loro due bambini, Tyson e Mini. L’abbandono della vecchia vita, però, non sarà così facile. Tra la rabbia del padre e la polizia sempre alle calcagna, Chad inizia a realizzare che il destino potrebbe non più essere nelle sue mani e salvare la sua famiglia potrebbe comportare un doloroso sacrificio.

Codice Criminale, la famiglia prima di tutto…

La famiglia prima di tutto…

Sembra dire questo la pellicola che è tratta da una storia vera come racconta lo sceneggiatore Alastair Siddons che lesse su un giornale inglese un articolo che parlava di una famiglia che terrorizzava la zona delle Cotswold.

“L’articolo parlava di come una famiglia fosse stata accusata del 65% dei crimini della contea”. La famiglia in questione, definita dalla stampa i nomadi o gli zingari, era ben nota alle forze dell’ordine locali che li avevano collegati a una serie di intrusioni e furti in molte case signorili della regione. Da qui l’idea di portare sullo schermo il soggetto. All’inizio doveva essere un documentario, poi il progetto è virato verso un film di finzione che racconta eventi immaginari.

Nel film, il cui titolo originale è Trespass against us, l’elemento famiglia è il filo conduttore che lega ogni scena e che, sullo schermo, si mostra nelle sue varie sfaccettature: nel rapporto tormentato tra padre e figlio protagonisti e nel rapporto di Chad con moglie e figli. In entrambi casi, le interpretazioni intense degli attori rendono bene il dolore interiore alla base delle loro vicende. Una nota particolare va a Michael Fassbender, outsider maledetto sempre credibile.

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I tempi cambiano e si crea un’inevitabile frattura tra generazioni. Da un lato un padre che va contro la società odierna. Dall’altro un figlio che vuole, a tutti i costi, dare una vita migliore ai figli e più opportunità di quante lui ne abbia avute. Argomenti delicati trattati mai in maniera banale. Anche il finale inaspettato alla fine soddisfa lo spettatore, dopo averlo lasciato perplesso nei minuti appena successivi alla fine del film.

Codice Criminale, un film da vedere!

Una buona dose di adrenalina di humor british completano l’opera. La prima volta al cinema di Adam Smith, sebbene sia arrivata grazie a un low budget, è quindi da vedere.