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Pecora Dolly, storia della clonazione che rivoluzionò la scienza

La pecora Dolly è nata il 5 Luglio 1996, e fu chiamata così in onore di Dolly Parton.
Fu il primo animale clonato da cellule adulte, una svolta scientifica storica che spalancò le porte ad un nuovo futuro della clonazione

pecora-dollyScozia, 5 luglio 1996.
Un team di ricercatori raggiunge un traguardo storico, destinato a rivoluzionare per sempre la tecnica della clonazione.
Scienza ed etica si scontrano con la nascita della pecora Dolly, primo mammifero clonato da cellule adulte.

21 anni fa, Sir Ian Wilmut e i colleghi del Roslin Institute, finanziati dalla società di biotecnologie PPL Therapeutics, diedero vita alla pecora più famosa del mondo e alle prime controversie sul complicato mondo della clonazione.

Pecora Dolly, come è nata?

La pecora Dolly aveva tecnicamente “tre madri”.
La prima ha fornito il DNA, un’altra ha fornito l’uovo, e la terza era la surrogata.
La cellula utilizzata come donatore per la clonazione di Dolly è stata presa da una ghiandola mammaria.

Dolly ha iniziato la sua vita, come tutti gli altri animali clonati, in una provetta.
Una volta che il normale sviluppo è stato confermato a 6 giorni, l’embrione, che alla fine sarebbe diventato Dolly, è stato trasferito in una madre surrogata.

Anche se in passato c’erano già state delle clonazioni da cellule embrionali, Dolly fu la prima clonazione riuscita di un mammifero adulto.

pecora dolly

Dolly è nata il 5 Luglio 1996, chiamata così in onore di Dolly Parton.

La gravidanza è stata confermata da un’ecografia dopo circa 45 giorni di gestazione e fu monitorata da vicino per i restanti 100 giorni.
La gravidanza è andata avanti senza problemi fino alla nascita della pecora.

A differenza di molti animali clonati, che hanno spesso problemi neonatali alla nascita, Dolly era un normale agnello vigoroso ed era già in piedi senza aiuto in pochi minuti.
I veterinari erano consapevoli del fatto che si trattava di un agnello importante e fondamentale per il gruppo di ricerca che l’aveva prodotta, ma erano completamente all’oscuro dell’impatto che avrebbe avuto.

pecora dollyPecora Dolly, l’annuncio al mondo

L’esistenza di Dolly è stata annunciato al pubblico il 22 febbraio 1997.
Ovviamente, guadagnò molta attenzione nei media.
Fu trasmesso in tv uno spot con gli scienziati scozzesi che giocavano con le pecore e il TIME dedicò un intero speciale sulla pecora Dolly.
La prestigiosa rivista Science salutò la nascita di Dolly come la svolta dell’anno.
Anche se Dolly non è stato il primo animale clonato, ha ricevuto l’attenzione dei media perché era il primo clonato da una cellula adulta.

La nascita di Dolly è stata tenuta segreta fino a quando gli scienziati non avessero potuto preparare la pubblicazione dei risultati.
Una volta che questi furono rilasciati, l’impatto della scoperta divenne chiaro a tutti.

Ma la pecora Dolly era già ‘vecchia’ alla nascita?

Ad un anno di età, i test hanno rivelato che i telomeri di Dolly erano più brevi rispetto a quelli previsti per le pecore di quell’età.

I telomeri sono sezioni di DNA trovate alla fine di ciascun cromosoma.
Quando i cromosomi vengono replicati durante la divisione cellulare una piccola parte dei telomeri si perdono.
Più si verificano divisioni cellularicon l’avanzare dell’età, più diventano brevi.

Ciò portò alla speculazione che gli animali clonati da cellule ottenute da un animale adulto sarebbero invecchiati prima e morti prematuramente.
Tuttavia, questa teoria si dimostrò poi essere falsa.

Anche se i telomeri di Dolly sono apparsi più brevi di altre pecore di età simile, certamente non erano di un animale vecchio.

Tecnica di clonazione della pecora Dolly

Dolly è stata creata usando la tecnica del trasferimento nucleare di cellule somatiche, dove il nucleo di una cellula adulta viene trasferito in un ovocita non fecondato, privato del suo nucleo cellulare.
La cellula ibrida viene quindi stimolata con una scossa elettrica, e quando si sviluppa in blastocisti viene impiantata in una madre surrogata.
Dolly fu il primo clone prodotto da una cellula presa da un mammifero adulto.

pecora dolly

La famiglia di Dolly

Nel tentativo di consentirle di avere una vita più normale possibile, è stato deciso che Dolly avrebbe dovuto riprodursi.
Fu scelto un piccolo ariete gallese di montagna come suo compagno, dal quale ebbe come successo sei agnelli.
Il loro primogenito, Bonny, è nato nella primavera del 1998.
Seguirno i gemelli l’anno successivo e una tripletta l’anno dopo.

La pecora Dolly e i primi problemi di salute

Nell’autunno del 2001 Dolly fu vista camminare rigidamente.
Per stabilirne le cause fu effettuata una radiografia: i raggi X confermarono che la pecora aveva l’artrite. Questo è stato un duro colpo per tutti e di nuovo fu alimentato il sospetto che gli animali clonati sono stati destinati a invecchiare prematuramente.
La causa del artrite non è mai stata stabilita ma il trattamento anti-infiammatorio quotidiano risolse i segni clinici nel giro di pochi mesi.

La morte di Dolly

Dolly ha vissuto una vita coccolata presso l’Istituto Roslin. E’ stata sottoposta a eutanasia il 14 febbraio 2003, all’età di sei e mezzo.
Le pecore possono vivere per 11 o 12 anni, ma Dolly soffriva di artrite e di adenomatosi polmonare ovina, una malattia tumorale dell’apparato respiratorio indotta da un retrovirus comune tra le pecore.
In molti ritengono che la sua morte prematura sia dovuta al fatto che è stata clonata dal nucleo di una pecora di 6 anni.

Perché clonare pecore?

La pecora Dolly è stata creata presso il Roslin Institute come parte della ricerca sulla produzione di farmaci nel latte degli animali da allevamento.
I ricercatori sono riusciti a trasferire geni umani che producono proteine utili in pecore e mucche, in modo da poter realizzare, ad esempio, il fattore IX fondamentale per la coagulazione del sangue, utile per il trattamento trattare emofilia, oppure alfa-1-antitripsina per trattare la fibrosi cistica e altre malattie polmonari.
L’inserimento di questi geni negli animali è un processo difficile e laborioso; la clonazione permette ai ricercatori di farlo solo una volta e clonare l’animale transgenico risultante per costruire un allevamento di ibridi.

Lo sviluppo della tecnologia di clonazione ha portato a nuovi modi per produrre farmaci e sta migliorando la nostra comprensione della genetica.

dolly pecoraLa clonazione post-Dolly

Dal 1996, quando è nata Dolly, altre pecore sono state clonati da cellule adulte, così come gatti, conigli, cavalli e asini, maiali, capre e bovini.
Nel 2004 un topo è stato clonato utilizzando un nucleo da un neurone olfattivo, mostrando che il nucleo del donatore può provenire da un tessuto del corpo che normalmente non si divide.

Miglioramenti nella tecnica hanno fatto sì che la clonazione degli animali stia diventando sempre più economica e più affidabile.
Questo ha creato un mercato per i servizi commerciali che offrono clonazioni di animali domestici o d’elite per allevamento.

Etica della clonazione: fino a dove possiamo spingerci?

I progressi effettuati tramite clonazione di animali hanno portato ad una nuova potenziale terapia per prevenire che le malattie mitocondriali negli esseri umani vengano passate da madre a figlio.
Circa 1 su 6000 persone nasce con i mitocondri difettosi, portando a malattie come la distrofia muscolare.
Per evitare questo, il materiale genetico dell’embrione potrebbe essere estratto e posto in una cellula uovo donata da un’altra donna, che contiene mitocondri funzionanti.
Questo è lo stesso processo usato nella clonazione di cellule embrionali di animali.
Senza questo intervento, i mitocondri difettosi passano alla generazione successiva.

Il trattamento non è attualmente consentito per l’uso sull’uomo, ma di recente il Regno Unito si è aperto alla manipolazione genetica di embrioni umani, dando il via ad una serie di questioni etiche che hanno spaccato la comunità scientifica.