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Phonetica, il call center made in Italy a misura di donna

Roma – Da anni la parola call center in Italia evoca tre spettri: precarieta’, scarsa soddisfazione e retribuzione, pochi diritti per i lavoratori. A smontare parte di un immaginario comune sono Giulia Cuzzolin e Pamela Pasti, giovanissime lavoratrici di Phonetica, call center 100% italiano con tre sedi (Paderno, Torino, Forli’), considerato dalle dipendenti un piccolo paradiso.

Lontano dal call center di Marta raccontato da Virzi’ in ‘Tutta la vita davanti’, tutto mobbing e canzoncine motivazionali. Piu’ che un call center Phonetica e’ un centro servizi dove oltre al telefono le aziende clienti possono usufruire di tanti canali comunicativi, come totem e chat.

“All’interno di Phonetica io sono una video specialist- racconta a diregiovani.it Giulia-. C’e’ un totem interattivo tramite cui e’ possibile svolgere varie mansioni: si puo’ comunicare, condividere pagamenti, firme digitali, scambiare documenti. Attivita’ che un tempo venivano svolte fisicamente oggi noi le svolgiamo virtualmente”. Un lavoro “dinamico”, racconta Giulia, classe 1990, terapista ayurvedica diplomata in grafica pubblicitaria, che dopo tanti lavoretti come baby sitter e maestra di asilo, ha scelto di crescere in Phonetica, arrivando all’agognato traguardo del contratto a tempo indeterminato: “Ho deciso di lasciare gli altri lavori perche’ ho trovato un’azienda dinamica, dove ho avuto la possibilita’ di crescere lavorativamente, ma anche come persona- continua-. Ho iniziato a lavorare come centralinista appena diplomata, poi mi hanno affidato vari servizi come la gestione delle videorelazioni, l’accoglienza nelle aziende e l’autonoleggio. Ruoli che richiedono la conoscenza tecnologica dei nostri applicativi, ma anche di quelli dei clienti, che hanno diverse piattaforme. Per questo abbiamo una continua formazione interna”.

Formazione interna per un team quasi tutto al femminile, con 465 donne su 618 dipendenti (75%), di cui la meta’ (49%) sono mamme. “Credo che per il tipo di attivita’ che svolgiamo le caratteristiche di abilita’ comunicativa del target femminile venga messo a valore- spiega a diregiovani.it Simona Longo, relation centre manager di Phonetica-. La possibilita’ di turnare su fasce orarie poi permette alle mamme di potersi giostrare al meglio rispetto agli impegni familiari, anche se noi stiamo sempre attenti a sposare le loro esigenze con la tipologia di attivita’ da svolgere, per avere la certezza di essere performanti”. Un aspetto che, nell’Italia delle dimissioni in bianco, fa di Phonetica una realta’ a cui guardare con curiosita’. Si chiama [email protected], infatti, l’ultimo workshop dedicato alle future mamme e neomamme dell’azienda sul tema del valore della maternita’, con spunti di riflessione per valorizzare le competenze del doppio ruolo madre e lavoratrice. Due identita’ correlate che, per Marco Durante, Ceo di Phonetica, “migliorano la vita personale e professionale”.

Non solo mamme. Phonetica, con un eta’ media di 39 anni, e’ un’azienda di giovani. “Mi sono diplomata all’istituto tecnico per il turismo e, dopo qualche lavoretto, sono stata assunta in Phonetica, la mia prima vera esperienza di lavoro- racconta a diregiovani.it Pamela, vent’anni e tanta voglia di farcela da sola-. Stavo cominciando a lavorare per rendermi indipendente. Mio padre, anche lui in Phonetica, mi ha detto che cercavano giovani da inserire in azienda. Ho fatto un colloquio e mi hanno preso”. Assunta da sette mesi con un contratto di collaborazione, Pamela spera di rimanere in azienda: “Mi trovo bene con i miei colleghi, ci vengono incontro in base alle esigenze che abbiamo, qualsiasi problema viene risolto insieme”. É cresciuta Pamela in questi sette mesi, si sente molto piu’ sicura di se stessa, molto meno timida, proprio grazie al continuo contatto con i colleghi e le figure professionali di alto profilo delle diverse aziende a cui Phonetica offre servizi. Pianificazione e flessibilita’ dei turni fanno poi in modo che i lavoratori riescano a guadagnare ore da dedicare al tempo libero: “Viaggiare e’ la mia passione- racconta Giulia-. Ho sempre concordato con l’azienda le ferie in modo da renderle compatibili con i miei viaggi”. Giulia e Pamela sono soddisfatte anche della retribuzione e degli ambienti di lavoro, colorati e dotati di cucina, area relax per i momenti di pausa e postazioni con scrivania e pc, in grado di garantire la privacy e il silenzio perche’ costruite in materiale fonoassorbente.

Phonetica sembra non invocare, come tante altre aziende, la crisi ‘cattiva’ che costringe a delocalizzare all’estero e sceglie di restare in Italia. A spiegare il motivo di questa scelta e’ Durante: “Il fatto che i nostri operatori siano di cultura italiana, che siano costantemente aggiornati e formati, e’ un vantaggio per la nostra clientela che chiede un servizio di qualita’. Investire fuori dall’Italia e’ miope- prosegue- perche’ si finisce con il dover cercare manodopera a costi sempre piu’ bassi e, di conseguenza, offrire un servizio di qualita’ scadente. In Phonetica, invece, diamo molta importanza alla componente etica del nostro fare impresa. Crediamo- conclude- che una visione adeguata della nostra strategia di sviluppo debba tenere conto di tutti i fattori: profitto, innovazione, garanzia e crescita della forza lavoro, attenzione al territorio e alle problematiche sociali”. In pieno spirito phone-etica.