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Juno svela i segreti della Grande Macchia Rossa di Giove – FOTO

ROMA – Solo pochi giorni dopo aver festeggiato il suo primo anniversario nell’orbita di Giove, la sonda Juno della NASA è volata a distanza ravvicinata sulla Grande Macchia Rossa il 10 luglio.
Si tratta del primo incontro ravvicinato dell’umanità con l’iconica tempesta del gigante gassoso, grande oltre 16.000 chilometri e osservata dal 1830 (e forse esistente da più di 350 anni).
La NASA ha rilsciato le prime immagini dello storico flyby, altre saranno disponibili nei prossimi giorni.

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“La misteriosa Macchia Rossa è probabilmente la caratteristica più nota di Giove”, ha dichiarato Scott Bolton, ricercatore principale di Juno. “Questa tempesta monumentale ha infiammato per secoli il più grande pianeta del sistema solare. Ora, Juno, con i suoi strumenti scientifici, si è immersa nelle nuvole gioviane per capire che cosa la rende così speciale “.

Il Perijove 7 (il punto in cui l’orbita della sonda si avvicina a Giove) è avvenuto lunedì 10 luglio, ad una distanza di circa 3.500 chilometri al di sopra delle nuvole del pianeta.
Undici minuti e 33 secondi più tardi, Juno ha percorso 39.771 chilometri, per trovarsi direttamente sopra le nuvole cremisi velate della Grande Macchia Rossa.
La sonda è volata 9.000 chilometri al di sopra delle nuvole delle temepsta.
Tutti e otto gli strumenti di Juno, così come il suo imager JunoCam, hanno operato perfettamente durante il flyby.

“Per generazioni, le persone di tutto il mondo hanno fantasticato sulla Grande Macchia Rossa”, ha affermato Scott Bolton. “Ora finalmente scopriremo com’è questa tempesta da vicino”.

La Grande Macchia Rossa

La Grande Macchia Rossa è una tempesta gigante di 16.350 chilometri di larghezza (al 3 aprile 2017), 1,3 volte più ampia della Terra.
Con i venti tumultuosi che si ergono a oltre 600 km/h, è osservata dal 1830 e, probabilmente, esistita da più di 350 anni.
Sebbene gli astronomi l’abbiano vista su Giove fin da quando sono stati introdotti i primi telescopi nel 1600, non è ancora chiaro se stessero osservando una tempesta diversa.
Gli scienziati stanno cercando di capire cosa provoca il suo turbinio di tinte rossastre.

Nei tempi moderni, la Grande Macchia Rossa sembra essere rimpicciolita.
Inoltre, sembra essere sbiadita: dal rosso acceso, nel corso degli anni, è diventata quasi arancione.

grande macchia rossa di giove

Un vero e proprio mistero, reso tale per colpa di Giove.

Mille volte più grande della Terra, il pianeta è composto principalmente di gas.
Un oceano liquido di idrogeno circonda il suo nucleo, e l’atmosfera consiste principalmente di idrogeno e elio.
Ciò si traduce in nessun terreno solido come lo abbiamo sulla Terra che indebolisca le tempeste.
Anche le nuvole di Giove impediscono chiare osservazioni della sua atmosfera inferiore.

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