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“Era d’estate”, su Rai Movie il film dedicato a Falcone e Borsellino

era d'estateROMA – La forzata “vacanza” all’Asinara dei due giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle loro famiglie, trasferiti d’urgenza sull’isola per sottrarli al rischio di un imminente attentato.
La racconta “Era d’estate”, il film di Fiorella Infascelli, interpretato da Giuseppe Fiorello nel ruolo di Paolo Borsellino e da Massimo Popolizio in quello di Giovanni Falcone, che Rai Movie propone martedì 18 luglio alle 21.10, in occasione del 25° anniversario dell’attentato di via d’Amelio.

“Era d’estate – dice a Rai Movie Manfredi Borsellino, figlio di Paolo – ci ha fatto rivivere un periodo tanto breve quanto intensissimo della nostra vita familiare. Fiorella Infascelli ha avuto il merito e il coraggio di portare sul piccolo schermo ciò che accadde nell’estate di venticinque anni fa su un’isola meravigliosa e che forse cambiò la storia degli anni a venire”.

Era d’estate

Scritto dalla regista insieme ad Antonio Leotti, “Era d’estate” è basato sui ricordi personali della famiglia Borsellino.
E’ stato girato negli stessi luoghi dove vissero i due giudici con le loro famiglie, mentre lavoravano alle conclusioni dell’ordinanza che dopo quattro mesi avrebbe portato al più grande processo penale mai istruito nel mondo.

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Sinossi

L’Asinara, 1985.
In una notte come tante sbarcano sull’isola Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con le proprie famiglie.
Il trasferimento è improvviso, rapido, non c’è nemmeno tempo di fare i bagagli, d’altronde la minaccia, intercettata dai Carabinieri dell’Ucciardone, è grave: un attentato contro i due giudici e i loro familiari partito dai vertici di Cosa Nostra.

È un’estate calda, come non se ne vedevano da tempo. Nella piccola foresteria di Cala d’Oliva, i due magistrati e le loro famiglie vivono completamente isolati dalla piccola comunità di civili dell’Asinara, controllati a vista da una pilotina e dalle guardie penitenziare.

Una condizione che non tutti riescono a sopportare.

Così accade che Lucia, la figlia più grande dei Borsellino, cada lentamente in uno stato di così grande malessere che dovrà essere riportata a Palermo, dove Paolo, imponendosi ai suoi superiori, la accompagnerà.
Così accade che Manfredi, scosso anche da quello che è successo alla sorella Lucia, si avventuri in una fuga senza meta alla scoperta dell’isola. Verrà ritrovato in mezzo ai detenuti che distribuisce nutella e racconta barzellette.

Passano i giorni, ci si organizza, i rapporti a poco a poco fra tutti diventano più intimi.
E’ come se quella vacanza obbligata desse modo ad ognuno di scoprire l’altro.

Così trascorre un mese fatto di notti insonni, di sorrisi, di scherzi, di pensieri, una lunga, inaspettata tregua in attesa di riprendere il lavoro.
In attesa che il ministero fornisca le carte per continuare la stesura dell’ordinanza-sentenza del maxi processo: il capolavoro di Falcone e Borsellino che affermerà una volta per tutte che la mafia esiste e ha un nome “Cosa Nostra”.

Finalmente le carte arriveranno, Paolo e Giovanni ricominceranno a lavorare giorno e notte.
Una nuova, sconosciuta armonia sembra nascere in quell’angolo di mondo, un’inedita serenità familiare che potrebbe durare anche per sempre.

Invece poi succede che rientrato il pericolo, arriva l’ordine di tornare di nuovo Palermo.
E, nello stesso modo improvviso in cui erano partiti, così all’improvviso devono ripartire.

Tornare verso Palermo.

Tutti verso l’inesorabile sorte che li colpirà nel 1992.