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Ratto gigante scoperto alle Isole Salomone. Le prime immagini

ROMA – Ratto gigante scoperto alle Isole Salomone. È proprio vero che la Natura non smette mai di stupire. Quello scoperto sull’isola di Vangunu è un esemplare eccezionale molto più grande del ratto comune conosciuto a tutte le latitudini.

Ratto gigante, questione di escrementi

Tyrone Lavery, esperto di mammiferi del Field Museum di Chicago, era certo dell’esistenza del Vika, il ratto gigante della Melanesia, gruppo di isole tra le quali le Salomone. Due gli eventi del tutto fortuiti che hanno portato alla sua scoperta. Dell’esistenza del Uromys vika – il genere Uromys si riferisce a roditori arboricoli – l’unica prova, fino ai recenti accadimenti, erano le testimonianze degli abitanti delle isole. Stando ai loro racconti gli alberi ospitavano roditori sconosciuti in grado di rompere con gli incisivi anche le noci di cocco.

Ricercatori come Lavery a riprova delle testimonianze avevano solo il ritrovamento di escrementi di roditori dalle dimensioni troppo grandi per essere messere in collegamento con i Rattus rattus, ossia i ratti comuni. Il secondo episodio fortuito che ha portato alla scoperta della nuova specie si deve, invece, ai boscaioli. Abbattendo un albero della foresta è letteralmente piovuto dalla sua chioma un esemplare di vika. Intuendo la “stranezza” dell’esemplare rinvenuto il ratto fu spedito dal ranger Hikuna Judge al Queensland Museum, in Australia.

Ratto gigante, a rischio il suo habitat

Le ricerche del Uromys vika sono quindi partite nel lontano 2010, poi la certezza nel 2016, grazie all’albero abbattuto. Oggi è arrivata la sua classificazione ufficiale. Il ratto gigante ha un peso che sfiora il chilogrammo ed è lungo oltre 40 centimetri. La coda e la particolarità delle zampe posteriori, con grossi polpastrelli e artigli ricurvi, ne fanno un ottimo arrampicatore. L’ Uromys vika è abilissimo anche a spostarsi dalla cima di un albero ad un’altra. Questa sua scelta dell’habitat naturale, unitamente, al comportamento schivo tipico dei ratti lo ha tenuto celato agli occhi degli uomini fino ad oggi.

Il suo habitat però, oggi, è in pericolo a causa dell’industria del legno e del conseguente disboscamento. Per Nathan Whitmore, biologo della Wildlife Conservation Society che vive in Papua Nuova Guinea, estraneo a questo studio, è molto probabile che esistano diverse specie di animali in questa parte del mondo non ancora scoperta. Il rischio, avverte, è quello che la mano dell’uomo possa portare alla loro estinzione ancor prima di essere conosciute.