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Sculture come escrementi e installazioni pornografiche. Il momento ‘no’ dell’arte

Sculture come escrementiROMA – Sculture come escrementi e installazioni pornografiche. Sembra essere proprio un momento ‘no’ per l’arte moderna. In appena due giorni, le cronache cittadine hanno registrato, a Firenze come a Parigi, le proteste di cittadini ed esperti d’arte per altrettante installazioni di artisti di fama mondiale. Se Parigi è riuscita ad evitare che “la mostruosità” trovasse spazio nelle vicinanze del Louvre, i fiorentini non possono dirsi altrettanto fortunati.

Sculture come escrementi, Firenze l’opera di Fischer

Con i suoi 12 metri in metallo, il Big Clay di Urs Fischer, campeggia in uno dei luoghi più belli del mondo, piazza della Signoria. Voluto dal sindaco Dario Nardella, la grande colata di metallo non ha incontrato il beneplacito di nessuno. “Firenze non può essere solo la città del Rinascimento”, si è giustificato il primo cittadino. Ma per i fiorentini il Big Clay assomiglia ad una grande “cacca” lucente. Per lo scrittore e critico d’arte Philip Daverio “è un’opera più adatta a una discarica che a una delle piazze più belle del mondo”.

Con lui anche Toscana Mariarita Signorini, presidente della sezione Toscana di Italia Nostra. Per la Signorini la scultura desta stupore e provoca “forti perplessità”. Al di là del giudizio estetico su Big Clay, la presidente si domanda come è possibile che abbiano autorizzato una scultura “le cui dimensioni sono fra l’altro incompatibili con il contesto. A termini di legge tale intervento produce forte alterazione del luogo”. In secondo piano, così, tutte le meraviglie architettoniche che piazza della Signoria offre al mondo. Anche i turisti si sono detti interdetti dalla scultura e anzi, hanno rincasato la dose, affermando in tanti che la fotografano perché orribile.

Installazioni pornografiche, il caso Parigi

Se in Italia un primo cittadino si concede all’arte moderna, a Parigi, i vertici del Louvre chiudono le loro porte all’installazione del collettivo olandese Atelier Van Lieshout. Anche qui un’opera imponente alta 13 metri. Domestikator, questo il titolo, è stata rifiutata perché esplicitamente oscena e di cattivo gusto. Nessuna esposizione quindi, il 19 ottobre, nei giardini Tuileries del famosissimo museo parigino.  Inutile le proteste di Joep Van Lieshout, fondatore del collettivo, “Il pezzo non è esplicito, è una forma molto astratta. Non ci sono genitali, è abbastanza innocente. Un museo dovrebbe essere un luogo aperto per la comunicazione. Il compito del museo è quello di spiegare il lavoro”.

Per Jean-Luc Martinez, direttore del Louvre, non ci sono dubbi che l’opera potrebbe essere fraintesa senza contare poi la vicinanza, in un parco vicino, di molti bambini. Sarebbe brutto per loro giocare all’ombra di Domestikator e del suo atto sessuale più o meno esplicito.

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