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‘Coding Girls’, la riscossa delle ragazze digitali contro il gender gap

Roma – Le donne saranno il futuro del digitale. Ad esserne convinte sono le 4.000 studentesse di Milano, Roma, Napoli e Catania coinvolte quest’anno nella quarta edizione di ‘Coding Girls’, il progetto di fondazione Mondo Digitale, Ambasciata Usa e Microsoft Italia presentato nella cornice dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma in occasione dell’European Coding Week alla presenza della vice ambasciatrice degli Stati Uniti d’America a Roma Kelly Degnan, del ministro consigliere per gli Affari Pubblici dell’Ambasciata Usa Gloria F. Berbena, della responsabile di Microsoft Philanthropies Paola Andreozzi e della dirigente dell’ufficio di gabinetto del Miur Donatella Solda Kutzmann.

Un progetto, ‘Coding Girls’ che e’ cresciuto nel tempo, avvicinando tante ragazze al mondo del coding e alle materie tecnico-scientifiche, e ha portato il 27 settembre scorso alla nascita di Coding Girls, la prima associazione italiana per la valorizzazione dei talenti femminili nel campo delle Steam. Fondata da 15 donne e tre uomini e guidata alla presidenza dal direttore generale di fondazione Mondo Digitale Mirta Michilli, l’associazione Coding Girls e’ stata lanciata stamattina, con l’obiettivo di mettere in rete le eccellenze femminili, sostenere l’emergere dei loro talenti nel settore Ict e colmare un divario di genere nel mondo del lavoro ancora critico in Italia, come stabilito dal quinto dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile Onu.

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Si’ perche’ il cosiddetto gender gap fa guadagnare al nostro Paese la maglia nera in Europa per tasso di occupazione femminile, con il 30% delle donne costrette a interrompere la propria carriera a causa della nascita di un figlio. Se la percentuale delle donne tra i laureati e’ del 58,7%, il dato scende al 53,1% se si prende in considerazione la quota rosa tra i laureati in scienze, matematica e informatica. La percentuale di donne manager e’ del 26,6%, mentre il divario nel tasso di partecipazione al mercato del lavoro e’ di 20 punti percentuale, di 5,6 il divario retributivo tra i dipendenti a tempo pieno e di 3,9 tra i lavoratori autonomi.

Se tra gli eletti in Parlamento la presenza femminile e’ cresciuta, arrivando al 31% del totale, tra le professioni dell’economia digitale sono poche le donne che ricoprono ruoli tecnici piu’ innovativi: circa il 25% tra i Big Data Engineer e i Digital Information Officer, il 15-25% tra gli esperti di Internet of Things, Cyber Security, Data Protection e Mobile Application e nessuna donna tra i Data Scientist. Un quadro a tinte fosche dal punto di vista sociale, che si traduce anche in uno svantaggio economico in termini di mancato sviluppo. Secondo uno studio del Fondo Monetario internazionale il gender gap in Italia vale, infatti, il 15% del Pil. Coding Girls vuole inserirsi in questo meccanismo per ribaltarlo, attraverso un movimento dal basso cha parta dalle scuole per coinvolgere l’intera societa’ civile, contro gli stereotipi di un mondo femminile dedito solo alla cura e l’affermazione di un modello che veda le donne sempre piu’ protagoniste e leader in ambito professionale.