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Sciopero Alternanza Scuola – Lavoro: le voci degli studenti dalle piazze

ROMA –  Centinaia di ragazzi riuniti dalle associazioni Unione degli universitari, Unione degli Studenti e Rete degli studenti medi sono oggi scesi in strada per dire no all’alternanza scuola-lavoro, punto focale della legge La buona scuola. In circa 70 città d’Italia le voci degli studenti si sono fatte una sola. Cortei, bandiere, fischietti, musica e striscioni hanno accompagnato i ragazzi. Diregiovani ha raccolto quello che gli studenti avevano da dire a Napoli e Roma.

Sciopero Alternanza, le voci da Napoli

sciopero alternanzaFumogeni rossi e blu, una folla di ragazzi che si muove a ritmo di musica, bandiere che sventolano, cori che inneggiano alla riappropriazione del proprio tempo. E poi le canzoni cantate all’unisono e a squarciagola mentre il corteo avanza. Spazio a Pino Daniele e Rino Gaetano, passando per i Sangue Mostro i 99 Posse e Clementino.

È partita da piazza Garibaldi la manifestazione degli studenti che a Napoli hanno aderito allo Sciopero dell’Alternanza. “Basta ricatti e sfruttamento, rovesciamo il presente” è lo slogan che si ripete con cadenza regolare. Lo urla anche Lucia, 15 anni, che frequenta l’Elena di Savoia, un istituto del centro storico. “Alcuni nostri compagni di scuola dell’indirizzo di Biotecnologie ambientali nel corso dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro hanno lavorato in un prosciuttificio e in un agriturismo. Hanno zappato e hanno lavorato sotto le serre. Tutte cose – dichiara Lucia – non connesse con i loro piani di studio. Tutto tempo perso”.

Il tam tam sui social network con l’appuntamento di oggi (annunciato lo scorso 29 settembre, ndr) oltre che invitare alla partecipazione ha favorito la distribuzione di materiali informativi, di dossier, che l’Unione degli Studenti ha compilato e messo in rete. I ragazzi che animano la piazza hanno studiato. “Ci stanno raggirando dall’alto” e “basta ricatti e dalle disuguaglianze, per liberare il nostro tempo”, sono le dichiarazioni di tanti.

sciopero alternanza

E c’è chi come Fabio, 17 anni e la passione per il greco che studia al liceo classico, chiede la libertà “del sapere, dei saperi. Non è accettabile – continua – che l’alternanza scuola-lavoro diventi uno dei tasselli più importanti del nuovo esame di maturità. È finito il tempo della resistenza alla Buona Scuola. Da oggi – annuncia convinto – si passa all’attacco”. Alle critiche alla misura e, più in generale, alla legge 107 si sommano quelle al governo regionale. Il dito è puntato al presidente della Regione, Vincenzo De Luca.

“I manifesti distribuiti in Campania con la scritta ‘Per gli studenti la Regione c’è sono un’ipocrisia. I finanziamenti sulla legge regionale per il diritto allo studio del 2005 sono fermi a 0 euro. Dovremmo sorridere del contentino di De Luca che si fa bello per aver reso gratuiti gli abbonamenti per gli studenti?”. Così Marcello, 18enne e maturando al liceo artistico. “Io – aggiunge – non abito a Napoli ed ogni giorno mi sposto, meglio, spero di spostarmi con mezzi pubblici sovraffollati se non inesistenti per avvivare finalmente a scuola dove manca tutto. Cosa penso della nuova rotta dell’istruzione in Italia? Meno male che c’è la buona volontà degli insegnanti…”.

Sciopero Alternanza: la giornata a Roma

sciopero alternanzaCambiare la scuola per cambiare il Paese. Vogliamo che torni al centro delle politiche di questo Governo. Una scuola che non è quello che dovrebbe essere: manca il diritto allo studio, manca una discussione sull’edilizia scolastica e manca un’idea complessiva di cosa deve essere l’alternanza scuola-lavoro e quindi i criteri minimi affinché questa non sia sfruttamento. Noi sappiamo qual è la scuola che serve a questo Paese e quindi vogliamo essere ascoltati”.

Così, all’agenzia Dire, Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti medi durante lo Sciopero dell’Alternanza che a Roma ha portato, secondo le stime degli organizzatori, 3.000 ragazzi per le strade della Capitale.

L’atmosfera, anche a Roma, è stata di festa: musica, cori e il tipico sole delle ottobrate romane. A parte lo scoppio di un paio di petardi e qualche disagio per la viabilità, in particolare via Ostiense, non ci sono stati momenti di tensione.

Tanti gli striscioni srotolati davanti alla scalinata del Miur, fumogeni rossi e immancabili cori: sciopero alternanza“Se non cambierà, lotta dura sara” e “Ministro mettice la faccia”. Tra i presenti, anche una delegazione del liceo Virgilio di Roma dove di recente è crollata una parte del soffitto. A testimonianza come al centro della protesta ci sia anche la questione legata all’edilizia scolastica.

A conclusione, un mini flashmob degli studenti al Miur con le tute da lavoro. Davanti la sede del ministero, i rappresentanti dell’Uds, vestiti da operai e cartoncini alla mano, hanno composto la scritta ‘Lo statuto dov’è’, in riferimento allo statuto dei diritti degli studenti.