Morto Enrico Spada, boss di Ostia

Morto Enrico Spada, boss di Ostia

L’articolo di Arianna Cortellessa del liceo Scientifico Antonio Labriola, per il contest ‘Percorsi di legalità’.


Muore il boss di Ostia ma la criminalità non si ferma

 

Ieri, 21 Luglio, è morto uno dei primi boss del clan di Ostia Nuova, Enrico Spada, detto Pelè.
Al momento della morte si trovava in carcere, malato. Era sieropositivo ed utilizzava il virus dell’hiv come un’arma. Minacciava di infettare chiunque non si piegasse agli ordini degli Spada.
Enrico era un capo nei famosi e tristi anni’80 e’90, quando Piazza Gasparri iniziò a far paura e diventò come il Bronx sul mare di Roma, dove nessuno voleva entrare, nemmeno la polizia. È stato arrestato il 19 Febbraio del 2015 a seguito di un blitz dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia nella sua abitazione nei pressi di Piazza Gasparri. Grazie a questo blitz sono state trovate prove che bastavano per arrestalo: 15 grammi di cocaina suddivisa in 30 dosi, 1 bilancino di precisione e 400 euro in contanti.La sua organizzazione criminale si occupava di racket delle case popolari, spaccio di droga, rapine e estorsioni.
Il funerale del boss sarà celebrato in forma privata per ordine del questore di Roma per evitare scene clamorose come successo precedentemente al funerale del boss Casamonica.
Federica Angeli, giornalista famosa nel litorale ostiense che scrive per il quotidiano romano La Repubblica, ha effettuato molte inchieste su tutta la famiglia Spada, ha anche ricevuto delle minacce da parte di Enrico dopo aver partecipato ad una serata per la LEGALITÀ e per questo è attualmente sotto scorta. In un’ intervista possiamo trovare la Angeli che ci spiega cosa sia per lei la legalità: “Legalità è una scelta di vita, è scegliere non di rispettare la regola semplicemente perché te lo dice un codice, oggi è la voglia di essere diverso da quello che sta diventando regola, quindi fregare il prossimo, truffare, trovare il raggiro. La legalità è la scelta di vivere secondo la propria educazione e il proprio orgoglio, di essere così malgrado il resto vada a rotoli. Sentirsi diversi in una cosa che dovrebbe essere normale. Oggi la legalità quindi è sentirsi diversi e io son ben felice di sentirmi diversa.”
I cittadini di Ostia ammirano molto Federica Angeli per il suo coraggio nel continuare a raccontare e mostrare tutto ciò che gli accade anche se ha ricevuto molte minacce.

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