Mostra 'Scientopolis' apre in anteprima ai bimbi di Amatrice

Mostra ‘Scientopolis’ apre in anteprima ai bimbi di Amatrice

Roma – Stamattina al Guido Reni District di Roma 25 bambini di quarta e quinta dell’istituto omnicomprensivo di Amatrice hanno potuto esplorare in anteprima la mostra ‘Scientopolis’ – da domani aperta al pubblico – accompagnati da una guida d’eccezione, il giornalista e conduttore televisivo Alessandro Cecchi Paone.

Due ore di puro divertimento per imparare facendo e sperimentando praticamente in un percorso espositivo che combina scienza e sfide divertenti con contenuti didattici pensati per un pubblico scolastico e di nuclei familiari.

50 le postazioni interattive elaborate da un comitato scientifico di 20 scienziati, per una mostra ideata da Corrado Canonici il cui nome, Scientopolis, significa letteralmente ‘Citta’ della scienza’.

E in questa citta’ della scienza nel cuore di Roma i bambini di Amatrice hanno provato con entusiasmo le diverse postazioni. Dall’arpa senza corde alla batteria senza membrane, che suonano con un semplice movimento delle mani intercettato da sensori; dalla fontana che si aziona con i rumori al ‘terribile giocatore di basket’, con cui si dimostra attraverso degli occhiali come il nostro sguardo possa essere ingannato dal fenomeno della rifrazione. E ancora postazioni per capire come funziona lo scheletro di un uomo in movimento o per divertirsi ad assemblare il corpo umano, per scambiarsi la faccia o per conoscere l’origine di fulmini e tuoni o di tornado e vulcani. I coraggiosi bambini di Amatrice non si sono fatti spaventare dalla macchina del terremoto e sono saliti a turno sulla pedana singola che riproduce le tipiche oscillazioni sismiche.

“Questa e’ una mostra che vuole permettere a tutti di imparare con una risata- spiega a diregiovani.it Canonici- Ogni postazione ha un piccolo cartello con il ‘come si usa’ e la ‘teoria’, cioe’ sul ‘come accade’. Un percorso che attraverso il divertimento vuole spiegare la scienza”. La mostra e’ infatti costruita sulla filosofia del ‘learning by doing’, caposaldo del metodo didattico ed educativo anglosassone, ma anche di alcune teorie riabilitative del percorso psicoterapico. L’invito ai bambini di Amatrice rappresenta per gli organizzatori un segno di sostegno, un modo per riavvicinarli alla scuola e alla scienza dopo aver vissuto il trauma del sisma. Una solidarieta’ che va oltre questa mattinata. Parte degli incassi della mostra saranno, infatti, devoluti, in forme ancora da concordare, alla scuola della cittadina in provincia di Rieti.

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