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Halloween, non solo film: 5 storie horror per non dormire

ROMA – Halloween è il momento migliore dell’anno per una bella carrellata di film horror.
Appassionati o no del genere, la paura è la chiave universale che apre le porte dei festeggiamenti nella notte delle streghe.
Maschere inquietanti, feste macabre e film a parte, c’è un altro modo per vivere pienamente l’atmosfera tetra di Halloween: le leggende dell’orrore.
Se pensate che una breve lettura non possa farvi paura, allora vi sfidiamo.
Mettete alla prova il vostro coraggio con queste storie inquietanti provenienti dalle leggende orientali.
Buona lettura e… controllate sotto il letto prima di mettervi a dormire!

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KUCHISAKE ONNA - La "donna dalla bocca spaccata" è una delle leggende giapponesi più diffuse. La storia dice che centinaia di anni fa visse una donna bellissima, sposata con un samurai molto geloso. Data la sua enorme bellezza, il Samurai pensava di essere tradito dalla moglie e così in una notte si avventò sulla donna, squarciando la sua bocca da un orecchio all'altro. A quel punto il samurai le disse "Adesso chi penserà che tu sia ancora bella ?". Da questa storia è nata la leggenda urbana della Kuchisake-Onna. Diverse sono le versioni, noi vi riportiamo quella più raccapricciante. Si dice che nelle notti di nebbia si aggiri una donna con la bocca coperta da una mascherina. Fermato un passante, in genere studenti giovani, gli domanda "Pensi che io sia bella?". Se la vittima risponde "no", la fine è immediata: la donna sfregiata la uccide con le sue forbici. Se risponde "sì", la donna si toglie la mascherina ponendo la stessa domanda: se il malcapitato continua a rispondere positivamente, il demone sentendosi deriso gli sfregia il volto per farlo apparire come lei. Se invece la vittima cambia risposta in "no" la donna, offesa, lo avrebbe tagliato in due parti uguali. Insomma, dalla Kuchisake-Onna non c'è scampo. Si tramanda che l'unico modo per sopravvivere sia di rispondere sul vago, in modo da mandare in confusione il demone e avere il tempo di scappare.