Nel ventre di Napoli pulsa una Sana Stella al ritmo dell’hip hop

Il brano segna il debutto musicale di Seb

ROMA – C’è una storia di amicizia e di collaborazione artistica dietro il video di Sana Stella. Un brano che segna il debutto sulla scena dell’hip hop napoletana, di Seb, all’anagrafe Sebastiano Sanna. E le strade che si incontrano in questa storia sono quelle di Sebastiano e Luca Lanzano. Rapper, il primo, regista e membro della Colibrì Film, il secondo. Un sodalizio che ha origini lontane e che trova spazio nel quartiere Stella di Napoli a ridosso della Sanità. È’ qui che hanno casa i cineasti e documentaristi di Colibrì Film ed è qui che opera Sebastiano nelle sue vesti di operatore sociale e fondatore di Traparentesionlus, un’associazione di promozione sociale che opera a Napoli dal 2010 occupandosi di “soggetti vulnerabili” con eventi e iniziative di sensibilizzazione, aggregazione e socialità sul territorio. Non manca, nel loro curriculum, l’attività di attività di ricerca e formazione sui temi della marginalità e dell’esclusione sociale.

SANA STELLA, QUANDO LA MUSICA E’ AMORE PER UN LUOGO

“Sana Stella” è un atto d’amore verso un quartiere e i suoi abitanti troppo spesso vittime, entrambi, di una visione stereotipata della città. Le parole di Seb e le immagini ideate e realizzate da Luca Lanzano, in collaborazione con altri membri del collettivo, provano a invertire la rotta. Il rapper diventa “buono” e i bambini rubano la scena a armi, droga e sesso, tematiche fin troppo abusate nei video hip hop. Tutto è nato in maniera “del tutto naturale” racconta Seb riferendosi alla collaborazione con Luca. Parole e musiche, precisa a diregiovani.it, “sono state influenzate dal mio lavoro”.

SANA STELLA, IL RACCONTO DEL RAPPER ‘BUONO’

Sono dieci anni che Sebastiano opera nel quartiere con la ‘sua’ onlus e non poteva “fare altro che dare un esempio positivo ai ragazzi. Il mio è un rap costruttivo e non distruttivo” perché “ch’est è a casa mia”. “Vogliamo uscire in strada, in questo preciso momento storico, e farci notare senza restare chiusi nel Centro, vogliamo far vedere le cose positive che facciamo” conclude Sebastiano. Il video, il brano di Seb ma anche la piccola rivoluzione della street art che sta letteralmente invadendo la Sanità, il centro storico di Napoli ed anche i quartieri periferici sono, sottolinea Luca Lanzano, “un chiaro segno di una città che è viva e vuole lasciare, con la cultura, il suo segno indelebile”.